violiniincremona

066b3c07-08d9-4668-8e12-6960bfe029c0
f973e772-2365-4032-90f0-501402ac3306

violiniincremona

Wanna Zambelli
Maestra liutaia 

Cremona, Italy


Wanna Zambelli nella sua bottega

Photo © 1983 Cesare Gerolimetto

28a1da04-4964-44b0-803a-68e65a4d05bf

Wanna Zambelli al banco da lavoro

Cremona, gennaio 1983

Photo: © David Lees, «Zambelli's Studio», gettyimages

0f6863fc-4946-4a0c-af67-8c4ebb2bf792

Wanna Zambelli
Pioniera e maestra nella liuteria classica


a cura di Sofonisba Moretti

Milano, 2025

"Lavorare con amore?... / Il lavoro è amore rivelato. / Se non potete lavorare con amore, ma esso vi ripugna, / lasciatelo, meglio è sedere alla porta del tempio / per ricevere elemosine da chi lavora con gioia".
Gibran Kahlil Gibran, poeta e pittore libanese

Estratto del libro «Wanna Zambelli. Pioniera e maestra nella liuteria classica» di Sofonisba Moretti, Laura Pazzaglia e Ludovica Palmieri. Milano, 2025

50fb0b21-c14a-40d5-a3cd-b6e7e758e71c

Wanna Zambelli
Pioneer and master in classical violin making

by Sofonisba Moretti

Milan, 2025

"Working with love?... / Work is love revealed. / If you cannot work with love, but it repels you, / leave it, it is better to sit at the door of the temple / to receive alms from those who work with joy".

Gibran Kahlil Gibran, Lebanese poet and painter

Extract from the book «Wanna Zambelli. Pioneer and master in classical violin making» by Sofonisba Moretti, Laura Pazzaglia and Ludovica Palmieri. Milan, 2025

21d9021a-c881-4cb8-ad15-96e4d5329d23

Simone Fernando Sacconi a 130 anni dalla nascita

1ff15b52-9621-4581-9ed8-5a4b5a663001

Cover of the December 2025 issue of The Strad magazine, which contains an extensive article on the great master luthier and restorer Simone Fernando Sacconi

4ecccb50-f263-4d94-93de-968918cf5c2b

Cover of the book"I 'segreti' di Stradivari" ("The 'Secrets' of Stradivari") bySimone Fernando Sacconi,published in Cremona in 1972 by Libreria del Convegno Editrice di Maria Rivaroli Lombardini

A master of his craft: Simone Fernando Sacconi


by
Peter Somerford

The Strad, London
December 2025

Simone Fernando Sacconi was a brilliant violin maker and restorer, a respected teacher, and, quite literally, a celebrated author. From pages 48 to 53 of the magazine, a group of musicians and violin makers pay tribute to Sacconi on the 130th anniversary of his birth. Author of the seminal work "The 'Secrets' of Stradivari" (I 'segreti' di Stradivari), he was a generous man who freely shared his knowledge and is fondly remembered.

Peter Somerford provides a biography of Sacconi and interviews master violin maker Wanna Zambelli, violinist Salvatore Accardo, and American restorers Carlos Arcieri (along with Rosanna Arcieri) and David Segal.

The article includes numerous period photos and a video.

The video ("The world of music. The instrument maker") is set in 1965 at Rembert Wurlitzer's violin-making workshop in New York. In this unique American workshop, the ancient art of violin making is still practiced, using techniques, tools, and designs inherited directly from the hands of the great 17th-century Cremonese master, Antonio Stradivari. Host Morton Gould watches a violin-making demonstration by Simone Fernando Sacconi, the workshop's master craftsman. Gould also speaks briefly with Lee Wurlitzer, who took over her husband's workshop after his death in 1963, and their daughter, Marianne Wurlitzer, who works at the bench with Maestro Sacconi and the other luthiers, including Dario d'Attili, Sacconi's future successor.

Watch the video for free:
www.loc.gov/item/2023602026

9f7a081d-e2b1-49fa-9847-43a1cd0c7750

Il più grande liutaio del Novecento nasceva 130 anni fa. Storia di Simone Fernando Sacconi


A distanza di oltre un secolo dalla sua nascita, la sua ex allieva
Wanna Zambelli invita a riscoprire la sua storia, caratterizzata dal merito di aver saputo valorizzare la creatività artigiana, mettendo al centro pazienza, lentezza e sensibilità.

Il 30 maggio 2025 ricorrono i centotrent’anni dalla nascita di Simone Fernando Sacconi (Roma, 1895 – New York, 1973), maestro liutaio italo americano, tra i massimi esperti del Novecento in quest’arte senza tempo.

Oggi, la sua ex allieva Wanna Zambelli lo ricorda con commozione in questa intervista “raccontata”, riconoscendo al maestro non solo la grande capacità di saper trasmettere le conoscenze, per quanto complesse, in maniera semplice e lineare, ma anche di mantenere sempre con gli interlocutori, indipendentemente dal loro status, un approccio confidenziale, affettivo e umano. (...)

di Ludovica Palmieri

Artribune

Roma, 23 maggio 2025

Nelle foto, dall'alto:

► I cimeli stradivariani furono per Sacconi un riferimento costante nelle sue ricerche sulla liuteria cremonese.

Cremona, 1968. Museo di Organologia (oggi nel Museo del Violino) Foto © Archivio Bissolotti
► Il Maestro Sacconi intento alla sgrossatura del contorno di uno strumento. Foto © 1965 Archivio Wurlitzer, New York
►  Il libro mutilingue «Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi» ideato e promosso dai liutai Francesco Bissolotti e Wanna Zambelli, pubblicato nel 1985 dall'Aclap di Cremona (Coordinatore di produzione, Franco Feroldi) e presentato nel dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington, D.C. Foto: © 2023 Claudio Mazzolari, Cremona

a55f46c7-475f-4b13-923c-4e3b3679697b
53ce3aa6-be21-4fb9-9258-d957aee0e2f3

Fernando Sacconi e la passione bruciante per i segreti di Stradivari

af8b33b6-6385-4fbb-9e1f-a0a5d8f652b7


«Il tempo, la pazienza, la possibilità di fare in modo che vernici e legno trovino il loro magico equilibrio è forse l’eredità più importante che ci ha lasciato Sacconi, è la sua intuizione che pone il saper fare liutario in un contesto di alto artigianato, in tempi in cui di questo non si parlava e in cui la produzione continua dettava legge o forse detta ancora legge – osserva Wanna Zambelli, allieva di Francesco Bissolotti e testimone diretta delle estati di Fernando Sacconi a Cremona alla fine degli anni Sessanta e inizio anni Settanta del Novecento -. (...)

di Nicola Arrigoni

ARCHI magazine

Roma, 14 giugno 2025

Leggi: Archi magazine - articoli

Nella foto: Wanna Zambelli e Luca Burgazzi, assessore alla cultura di Cremona, svelano la targa della nuova «Sala Sacconi» del Museo del Violino. A sinistra: Virginia Villa, direttore generale del Museo. Foto © 2023 Museo del Violino

ce758db8-0ea0-4670-a2aa-66a8dd00b3e4

Simone Sacconi. La vita intera per Stradivari
Centotrenta anni fa nasceva uno tra i più grandi liutai del Novecento


CREMONA. «Sacconi era l’oracolo per noi violinisti. Quando ci si incontrava tra colleghi e ci si chiedeva questo violino cos’è, cosa non è, la prima domanda era: Sacconi l’ha visto? Cosa dice Sacconi? – ha raccontato Salvatore Accardo –. Lui era l’ultima parola, era il vangelo». È questa una delle testimonianze raccolte nel sito www.simonefernandosacconi.it che rilancia alcuni brani tratti dal libro Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi, pubblicato dall’Aclap di Cremona nel 1985 e presentato il 17 dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington, D.C.
Simone Fernando Sacconi – di cui ricorrono i 130 anni della nascita (30 maggio 1895) – è una figura cardine nella storia della liuteria italiana, ma in particolar modo nella storia novecentesca della rinascita e reinvenzione della liuteria classica cremonese. Senza Sacconi il saper fare liutario, riconosciuto dall’UNESCO nel 2012 come bene immateriale dell’umanità, non ci sarebbe. (...)

di Nicola Arrigoni


La Provincia, quotidiano di Cremona
26 maggio 2025

Nelle foto, dall'alto:
► Simone Fernando Sacconi al lavoro da Wurlitzer, grande casa di restauro a New York. Foto © 1965 Archivio Wurlitzer, New York
► Copertina del libro Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi ideato e promosso dai liutai Francesco Bissolotti e Wanna Zambelli, pubblicato nel 1985 dall'Aclap di Cremona e presentato nel dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington, D.C.
Library of Congress:  LC Catalog - Item Information (Full Record)

20b96ffd-ccc2-4130-83b0-0b21180cc063
c2df3931-941e-417f-807a-6b116d61ce91

Con Sacconi
la storia della liuteria si fa memoria
A 130 anni dalla nascita, il ruolo del liutaio innamorato di Stradivari

"Il rispetto del tempo, la pazienza, la possibilità di fare in modo che vernici e legno trovino il loro magico equilibrio è il patrimonio ideale che ci ha lasciato Sacconi, è la sua intuizione che pone il saper fare liutario in un contesto di alto artigianato, in tempi in cui di questo non si parlava e in cui la produzione continua dettava legge o forse detta ancora legge – osserva Wanna Zambelli, allieva di Francesco Bissolotti e testimone diretta delle estati di Simone Fernando Sacconi a Cremona alla fine degli anni Sessanta e inizio anni Settanta del Novecento –. C’è chi obbietta sull’attendibilità delle osservazioni fatte da Sacconi, certo è che il suo libro I ‘segreti’ di Stradivari è il primo tentativo di analisi sistemica del modo di fare violini nell’età classica e d’oro della liuteria cremonese.
Sacconi ebbe modo di lavorare, analizzare più di 350 strumenti di scuola cremonese dei quali 300 di Stradivari. Da questa esperienza nascono le sue osservazioni che raccolse nel volume I ‘segreti’ di Stradivari, pubblicato a Cremona nel 1972, ma che provvide, fin da subito, a glossare, modificare, partendo proprio dall’edizione stampata”. (...)

di
Nicola Arrigoni

Amadeus
Il mensile della grande musica
Maggio 2025

552ef923-6505-488d-93f3-c67e0b7c66ce
68b35e3d-bd09-49d6-be19-9bda2ab1a4c1

L'oracolo di Stradivari
Simone Fernando Sacconi e l'invenzione della liuteria

«Sacconi era l’oracolo per noi violinisti. Quando ci si incontrava tra colleghi e ci si chiedeva questo violino cos’è, cosa non è, la prima domanda era: Sacconi l’ha visto? Cosa dice Sacconi? – ha raccontato Salvatore Accardo –. Lui era l’ultima parola, era il vangelo». 
È questa una delle tante testimonianze raccolte nel sito web dedicato a Sacconi 
www.simonefernandosacconi.it che rilancia alcuni brani tratti dal libro «Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi», pubblicato dall’Aclap di Cremona nel 1985 e presentato il 17 dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington, D.C.

Simone Fernando Sacconi – di cui ricorrono i 130 anni della nascita (30 maggio 1895) – è una figura cardine nella storia della liuteria italiana, ma in particolar modo nella storia novecentesca della rinascita e reinvenzione della liuteria classica cremonese. Senza Sacconi il saper fare liutario, riconosciuto dall’UNESCO nel 2012 come bene immateriale dell’umanità, non ci sarebbe. (...)

di Nicola Arrigoni

Archi Magazine
Speciale 130° anniversario della nascita di Simone Fernando Sacconi

Roma, maggio-giugno 2025


Nelle foto, dall'alto:
► Simone Fernando Sacconi: fino all'ultimo amò gli strumenti della tradizione liutaria classica

A destra nella foto: il Maestro Sacconi durante i lavori preparatori della grande mostra del «Bicentenario Stradivariano» allestita a Cremona dal maggio all’ottobre del 1937. A sinistra nella foto: il professor don Illemo Camelli, pittore cremonese e all’epoca direttore dei Musei Civici di Cremona

bc10e6d6-729c-4a76-9b93-7540e397409e
c7ad4d35-d962-4eda-916a-6b299e39e59b

Simone Fernando Sacconi, ricordi di un'allieva


Dopo un anno passato senza gioia in un istituto tecnico, ho chiesto consiglio a un pittore del mio paese d’origine, Volongo, a una manciata di chilometri da Cremona, che mi ha indirizzato alla Scuola Internazionale di Liuteria. Ed è nel Palazzo dell’Arte – oggi sede del Museo del Violino e che allora ospitava la scuola – che nel 1968, nel mio primo anno di corso, ho incontrato, in una delle sue poche visite e lezioni straordinarie, il Maestro italo-americano Simone Fernando Sacconi, liutaio, restauratore ed esperto fra i massimi del Novecento, del quale quest’anno ricorre il 130° anniversario della nascita (30 maggio 1895).
Me lo ricordo attorniato da noi pochi allievi (eravamo una decina in tutto), incuriositi e attentissimi alle sue spiegazioni. Già molto prima del suo arrivo, si era creato un clima di attesa febbrile per una visita considerata un evento. E mi chiedevo chi fosse mai questo grande esperto che veniva dall’America con la fama di aver riparato più di trecento strumenti antichi e di aver avuto rapporti di lavoro con musicisti di eccezione (...)

di
Wanna Zambelli

Archi Magazine
Speciale 130° anniversario della nascita di Simone Fernando Sacconi

Roma, maggio-giugno 2025

 


Nelle foto, dall'alto:
► Simone Fernando Sacconi: ogni dettaglio lo coinvolgeva completamente
Copertina del libro «I 'segreti' di Stradivari» di Simone Fernando Sacconi pubblicato a Cremona nel 1972 dalla Libreria del Convegno Editrice di Maria Rivaroli Lombardini

fa9cf6e8-b161-4c69-99d3-cea7bbb908ba
e0de2131-19dc-4d93-977a-b5ae2c7824fc

Simone Fernando Sacconi a 130 anni dalla nascita

L'allieva Wanna Zambelli ricorda il liutaio italo-americano

(...) «Sacconi ha rimesso al centro della nostra moderna civiltà industriale il valore della creatività del lavoro artigiano, ha rimesso al centro il valore della pazienza e della cura nel lavoro, ha rimesso al centro la passione e il desiderio di far bene le cose. Ecco, questa è l’eredità che lui mi ha lasciato e che ho cercato di trasmettere ai miei tanti allievi in quarantaquattro anni di insegnamento alla Scuola di Liuteria di Cremona, con la speranza di aver sparso un seme fecondo».

«Qualcuno oggi sostiene che con l’intelligenza artificiale fra qualche anno avremo violini “perfetti” senza bisogno del liutaio, della sua sensibilità, della sua creatività, della sua cultura, della sua capacità di sentire e capire il legno, sempre diverso per provenienza, stagionatura e mille altre variabili. Da Sacconi io ho imparato una liuteria dove un violino, una viola, un cello, un contrabbasso nascono ancora dalle mani di un uomo».

 

di Alessandro Rigolli

Il Giornale della Musica

Torino, 19 maggio 2025

Nelle foto, dall'alto:
► Simone Fernando Sacconi collauda la voce di uno strumento
Foto © Archivio Wurlitzer, New York
► I cimeli stradivariani furono per Sacconi un riferimento costante nelle sue ricerche sulla liuteria cremonese.
Cremona, 1968. Museo di Organologia (oggi nel Museo del Violino) Foto © Archivio Bissolotti


b08e80a1-d70d-47d2-af34-3e6d94c5a274

Adesso la legge difende gli eredi di Stradivari

b325833f-e53f-4b6c-9f5d-613079f633b2

Approvata la legge regionale a tutela della tradizione cremonese, unica al mondo. Valorizza l’arte e promuove l’economia. Istituita la «Giornata mondiale del Violino»

di Nicola Arrigoni

La Provincia, quotidiano di Cremona

9 luglio 2025

Charles Beare e Simone Fernando Sacconi

72dda2c7-d686-439b-8312-5b754effc7e2

Charles Beare: 1937–2025

One of the world’s most renowned violin experts died on 26 April this year. Anne Inglis looks back at his life, while friends and colleagues share their memories

The Strad
, 27 June 2025

by Anne Inglis

In the photos, from above:
► Charles Beare. Photo courtesy Beare Violins Ltd

► Charles Beare in Cremona. Surrounded by Stradivaris at the 1987 Cremona exhibition. Photo courtesy Beare Violins Ltd

268a4047-d082-459d-84a5-103cc1e72678

Charles Beare e Simone Fernando Sacconi

Arrivai a New York con la nave alle sei di una buia mattina di sabato nel gennaio del 1960. Rembert Wurlitzer era venuto a Londra mentre io ero ancora alla Scuola di Liuteria di Mittenwald e, senza neanche avermi conosciuto, aveva suggerito ai miei genitori riconoscenti che passassi un anno a New York, poiché riteneva che la sua bottega, sotto la direzione di Sacconi, avesse fatto grandi progressi nelle tecniche del restauro e che, in ogni modo, avrei tratto beneficio dal vedere molti degli strumenti più pregiati esistenti al mondo.

La trepidazione che sentii mentre raccoglievo la mia roba sul molo svanì nell'istante in cui un gentiluomo alto ed elegante si tolse il cappello e si presentò come Rembert Wurlitzer; alle nove ero nello stabile di Wurlitzer nella 42a Strada e stavo facendo conoscenza con alcuni dei migliori amici che abbia mai avuto. (...)

di Charles Beare

Londra, 4 luglio 1985

Testimonianza tratta dal libro «Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi - From Violinmaking to Music: The Life and Works of Simone Fernando Sacconi» pubblicato dall'Aclap di Cremona nel 1985 e presentato ufficialmente nel dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington, D.C.

Nella foto, da sinistra: Dario D'Attili, il Maestro Sacconi, Vahakn Nigogosian e Charles Beare. A destra, in primo piano: Mario D'Alessandro (a pesca sull'Atlantico nella baia di Long Island).

85dbd076-96c1-4440-992c-cb30ba47aba9

Cremona. La Città della Musica
«Un Ordine per i liutai. Così la filiera è difesa»

3fb03e37-2331-4e70-81a9-8ad0741ccd79

Lo propone Zambelli, prima italiana diplomata alla scuola, per tutelare qualità e botteghe

di Nicola Arrigoni

La Provincia, quotidiano di Cremona
5 novembre 2024

Nella foto: la maestra Wanna Zambelli con un'allieva alla Scuola di Liuteria «Antonio Stradivari» di Cremona

Si deve investire sul progetto UNESCO La comunità dei liutai unisca le forze

6e611681-3d8d-4c39-af88-3ccb505a5a54

diAlessandra Pedota

La Provincia, quotidiano di Cremona
21 dicembre 2024

Nella foto: 
l
a maestra liutaia Alessandra Pedota nella sua bottega a Cremona © Alamy Images

02d7881d-e98d-453b-85a8-0835e745e6e6

La tradizione liutaria è nella forma "interna"


Il documento pubblicato dall'Ufficio UNESCO definisce il metodo di costruzione

di
Nicola Arrigoni

La Provincia, quotidiano di Cremona
6 gennaio 2025

72c9513d-d094-4fbf-a785-f89f2d254c8e


Liuteria:
«Basta divisioni, i falsari nemici comuni»

«Nel mercato globale la vera emergenza sta nella lotta a violini bianchi e abusivismo»

di
Nicola Arrigoni

La Provincia, quotidiano di Cremona
14 gennaio 2025

La liuteria cremonese e l'ora delle scelte

«Gli eredi di Stradivari vinceranno solo uniti»

Le sfide globali e la tutela dell'unicità

Accesso libero alla professione, contraffazione, violini in bianco: ecco i nodi da sciogliere

Oggi il Piano di salvaguardia della liuteria cremonese, sotto l’egida dell’UNESCO,
ha sancito che il metodo nato ai piedi del Torrazzo è quello che utilizza la forma interna,
come testimoniano i cimeli della bottega di Stradivari,
conservati presso il Museo del Violino

diNicola Arrigoni

La Provincia, quotidiano di Cremona
22 gennaio 2025

115239ad-6433-4abb-854c-27850875afe9
d214e0ce-44b2-494a-8b9a-9ea2fa9c964f
a281ded2-c395-43b1-9f0d-1cdcfbc0fb85

In ricordo di Ezio Quiresi nel centenario della nascita (1925-2025)


Maestro di tutti i fotografi cremonesi della seconda metà del secolo scorso, oltre ad aver girato il mondo come fotografo naturalista e fotoreporter Ezio Quiresi è stato il "ritrattista" dei violini antichi del Palazzo Comunale di Cremona (ora nel Museo del Violino) e di tanti strumenti moderni dei maestri liutai Francesco Bissolotti e Wanna Zambelli, suoi estimatori e amici.

Leggi qui una sintetica biografia nell'articolo
"Ezio Quiresi, un fotografo extracremonese" del noto fotografo e scrittore Roberto Caccialanza:
https://robertocaccialanza.com/2010---ezio-quiresi.html


Nelle foto, dall'alto:

► Violini appesi sull'altana del maestro liutaio Francesco Bissolotti in via Milazzo 18 a Cremona. Foto: 
© 1980 Ezio Quiresi, Cremona (Archivio Wanna Zambelli)

► Ezio Quiresi. Foto: © La Provincia di Cremona

► «L'arrivo della sposa». Foto: 
© 1957 Ezio Quiresi, Ardole San Marino di Gadesco-Pieve Delmona (Cr). (Archivio Mondini)

e3532058-62bc-4177-bd2d-517e7b01ed12
47f95ed9-d136-47fb-a7ab-ec874e8f063a
f646f2d1-6a0a-463b-bc55-bb62e6563027


Wanna Zambelli
e il liutaio Gao Tong Tong


Wanna Zambelli
con l'allievo cinese Gao Tong Tong, 
attuale direttore della Scuola di Liuteria nel Conservatorio di Pechino,

in posa con il suo quartetto classico prima della verniciatura.
Cremona, Scuola Internazionale di Liuteria, aprile 1995

c9530354-0831-419c-9428-66ba2cff879c

I violini sulla via della seta


Gao Tong Tong
nominatodirettore della Scuola per liutai all’interno del conservatorio di Pechino"Mi sono diplomato nel 1995 a Cremona, qui portiamo avanti la tradizione costruttiva cremonese"

di Francesco Pavesi

La Provincia, quotidiano di Cremona

7 giugno 2019

Nella foto: il maestro liutaio Gao Tong Tong

faf92786-7cf6-40d3-a455-c58c3ce0ac85

La prima liutaia italiana
di Cremona

Wanna Zambelli e la storia di un mestiere antico la cui tradizione viene tramandata da oltre quattro secoli

di Barbara Manzini

«Il Globo», Quotidiano Nazionale
Sidney / Melbourne (Australia)
23 giugno 2022 - It / En

► Wanna Zambelli (al centro, in primo piano) con alcuni dei suoi allievi alla Scuola Internazionale di Liuteria. Cremona, maggio 1995
► Wanna Zambelli (al centro, in primo piano) con alcuni dei suoi allievi alla Scuola Internazionale di Liuteria. Cremona, aprile 2012

Nelle foto, dall'alto: 

7a8c8308-518b-43d8-b6fa-df9e1962bcca

Rencontre avec Wanna Zambelli,
première femme italienne diplȏmée en lutherie

Incontro con Wanna Zambelli,

prima donna italiana a diplomarsi in liuteria


di Hélène Desbos

Deuxième Page, Paris
1 juin 2019

0e49c8f4-7afe-40bd-a742-549c2e67ace6
a735885b-43e9-4b8f-8eaa-42f860d3add5
64a79cd1-e451-4584-9a1a-32bc9b8baeb9

Wanna Zambelli intenta alla costruzione di un violoncello

Dalla rivista internazionale:
«Welcome, appuntamenti italiani»

Milano, luglio 1983
Photo © 1983 Cesare Gerolimetto


4477a506-dafd-446a-a53f-b7edfac09fbe

Mito e creazione
nella tradizione liutaria classica

di Giuseppe Tumminello

Dalla rivista internazionale:
«Welcome, appuntamenti italiani»
Milano, luglio 1983
Cover photo © 1983 Fulvio Roiter

d929bead-5e12-4756-88d6-4806df4d7c5c
WANNA ZAMBELLI
GLI ULTIMI MAESTRI DI BOTTEGA

"Ascolto l'anima del legno"


"Io non punto sui grandi, preferisco lavorare su chi diventerà grande"


Come nasce un violino
I segreti della Zambelli

di
Isabella Mazzitelli

La Repubblica / Milano
21 giugno 1992

Nelle foto (dall'alto):

► Allieva cremonese del grande liutaio, restauratore ed esperto Simone Fernando Sacconi e del maestro liutaio Francesco Bissolotti, la Zambelli è da anni una professionista affermata. Suoi strumenti vengono suonati da famosi concertisti e in grandi orchestre.

Nella foto: Manchette del progetto «Una vita per Stradivari» nel 50° anniversario della morte del maestro Sacconi (1973-2023).

► Wanna Zambelli al banco da lavoro
Photo © 1989 «Artigianato e Piccola Impresa», Periodico bimestrale del Comitato Regionale Lombardo della CNA. Milano, dicembre 1989

► Wanna alla Scuola Internazionale di Liuteria «Antonio Stradivari» di Cremona

Così racconta la liutaia Annamaria Menta di Cremona della sua esperienza di allieva di Wanna Zambelli:

"Chiaramente la parte pratica è fondamentale, cioè non si può soltanto spiegare a voce senza far vedere poi praticamente come deve essere fatto il lavoro.
Un conto è sentire la spiegazione a voce, diverso è poi vedere il procedimento della costruzione degli strumenti... Wanna è sempre stata più sul pezzo, cioè lei ti spiega ma intanto ti fa anche vedere in modo molto pratico. E quindi la cosa molto importante è vedere il maestro che lavora... Intanto che il maestro lavora si guarda anche proprio la gestualità, perché è comunque una cosa che viene col tempo..."
 (da: «Le parole dei liutai» di Fulvia Caruso, Cremonabooks 2022).

12d57df5-a0be-4bde-9861-21786d81ff1c
1417b66f-04f6-4270-8060-11496feb9149
00a0d350-b33b-496a-83ec-49d626ff7f78
d52d8541-92b2-41fc-a15b-f04d18fea2a6

The Strad

fa710e4b-8703-45e6-ab97-f26a7f18d092

Female luthiers: 
And justice for all?

In the photos, from above:
► Wanna Zambelli (front row, in dark shirt) in June 2018 with the students of her last year of teaching at the Cremona Violin Making School. The gender balance is more equal than when she started 44 years ago.
Wanna Zambelli in 1983; in 1972 she became the first woman to qualify as a luthier in Italy.

by Femke Colborne

The Strad, London
First edition November 2018
Second edition March 2022

b8888d52-267e-4ab6-b933-d61c5a9f26de

Essenziale il rapporto diretto fra liutaio e musicista


La linea di lavoro, di ricerca culturale e di contatti, fondata e sviluppata dall’Aclap (Associazione Cremonese Liutai Artigiani Professionisti) sul rapporto diretto liutaio-musicista, comincia a dare oggi frutti tra i più preziosi. Sono frutti che interessano tutta la città di Cremona poiché l’effetto complessivo della linea assunta – che attenua l’intervento negoziale a favore del contatto diretto fra liutaio e musicista – non può che trasformarsi in un dono di accoglienza personale per l’ospite illustre che ci arricchisce della sua accoglienza e del suo talento.
Un momento essenziale, entro questa prospettiva di lavoro, lo si è vissuto direttamente allorché si sono incontrati nella bottega del maestro Bissolotti alcuni grandi: Accardo, Giuranna e Filippini. In un’atmosfera di simpatia e di sincera cordialità, gli strumenti di Bissolotti, dei suoi figli e di Wanna Zambelli, sono passati di mano in mano in rapidi scambi di opinioni e in brevi, brillantissimi, collaudi.
Questo felice momento di scambio sulla qualità estetica e acustica degli strumenti è diventato poi il tema di un servizio che la Rete 1 della RAI ha girato direttamente nella bottega, dove Salvatore Accardo è stato intervistato sulla viola speciale a cinque corde che Bissolotti ha costruito appositamente per lui e dove lo stesso Accardo ha presentato, con una breve prova acustica, un apprezzato violino di Wanna Zambelli.

Da:
La Provincia di Cremona, 30 ottobre 1983

Nella foto in alto: il violinista Salvatore Accardo e, a destra, il maestro liutaio Francesco Bissolotti © Alamy Images
Nella foto in basso: 
Bissolotti e Accardo sull'altana di Bissolotti in via Milazzo a Cremona © Alamy Images

7191496a-b01e-456f-b429-782b27fb74de
b2b3e059-827d-4efe-ab84-9ca8ca9dcad5

Rimembranze

Wanna Zambelli negli anni
di insegnamento
alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona


Il Palazzo dell'Arte a Cremona,
per anni sede della Scuola Internazionale di Liuteria, ospita oggi il Museo del Violino
con l'Auditorium «Giovanni Arvedi»

784b847b-b570-4d5b-9e6c-b30ae557eaf1
67e7910e-00c4-41ef-b9cf-894598d30ff4
a2367a9b-5e7e-4e7d-b281-fa059816aa5d

Ricordi di allievi e colleghi...
(work in progress)

597a0a45-26e6-4e1e-abea-aeba4e6196d0

Wanna Zambelli nel 1977

La maestra liutaia Wanna Zambelli (al centro) e due allievi del quarto anno (1977) alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona: l'italiano Ernesto Vaia(a sinistra) e la francese Marie Christine Madinier (a destra)

13143331-cf25-44fa-8c63-d681f5b46141

Fausto Cacciatori, liutaio, restauratore ed esperto

Fino al mese di maggio 2024 Curator del Museo del Violino

Fausto Cacciatori (secondo da sinistra nella foto)nel 1980 lascia gli studi universitari per frequentare la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremonaconseguendo il diploma di maestro liutaio nel 1984 sotto la guida di Wanna Zambelli. Dopo anni di formazione nel laboratorio del M° Bruce Carlson nel 1991 costituisce la società Carlson Cacciatori Neumann snc, attiva nel campo del restauro e della conservazione; nel 2007 esce dalla società per proseguire l’attività in forma individuale. Dal 1999 al 2012 è membro dell’Unione Internazionale dei Maestri Liutai e Archettai d’Arte.

Nel corso di oltre vent’anni di attività ha progettato e realizzato interventi di conservazione e restauro per alcune delle più importanti collezioni pubbliche e private di strumenti musicali: Cremona (Museo Stradivariano), Catania (Museo Civico del Castello Ursino), Torino (Conservatorio di Musica) e Milano (Conservatorio di Musica e Fondazione Antonio Carlo Monzino). Nello stesso tempo si è dedicato allo studio storico della liuteria e all’approfondimento delle analisi degli strumenti ad arco utilizzando le moderne metodologie d’indagine, partecipando a convegni sia in Italia che all’estero e tenendo lezioni presso la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona.

Nel 2009 ha curato il saggio tecnico scientifico per la monografia sul violoncello Stauffer di Antonio Stradivari, della Collezione gli archi di Palazzo Comunale di Cremona.

Dal 2010 al 2013 è stato conservatore della collezione degli strumenti ad arco e a pizzico, esposta al Museo Stradivariano, nell’ambito del progetto Friends of Stradivari, e nel 2011 ha ricevuto l’incarico, da parte del Comune di Cremona, per la catalogazione degli strumenti della Collezione di Palazzo Comunale e del Museo Stradivariano. Nel luglio 2013 diventa il consulente per la conservazione, catalogazione e valorizzazione degli strumenti e dei reperti conservati presso il Museo del Violino. Nel 2016 ha curato il volume Antonio Stradivari, disegni modelli forme. Suoi articoli sono apparsi su alcune riviste di settore (Archi Magazine, A Tutto Arco, The Strad). Biografia liberamente tratta da: maestrinmusica.it

Fino al maggio 2024, in qualità di Curator del Museo, ha promosso inoltre numerose mostre e pubblicazioni, fra le quali la rassegna «Liutai italiani del Novecento nelle collezioni del Museo del Violino» (21 settembre 2022 - 26 marzo 2023) e relativo catalogo. Ha ideato e curato il progetto «Una vita per Stradivari» in occasione delle Celebrazioni per il 50° anniversario della morte del grande liutaio, restauratore ed esperto Simone Fernando Sacconi (1973-2023).

Nella foto, da sinistra: Virginia Villa, Direttore Generale Museo del Violino; Fausto Cacciatori; Bruce Carlson, rinomato restauratore cremonese; Wanna Zambelli; Peter Beare, liutaio e restauratore (figlio dell'esperto inglese Charles Beare, allievo di Sacconi) Foto: © Fotolive/Calvi

64a7b22b-697e-4511-8577-49c9a44db237.jpeg

Alessandro Voltini, violinmaker and restorer 
Cremona

Alessandro Voltini was born in Cremona in 1957. He completed his diploma at the International Violinmaking School in Cremona in 1981 under the guidance of teacher Wanna Zambelli.
From 1982-83 he attended the worhshop of musical instrument restoration at the Germanisches National Museum in Nurnberg under the guidance of F. Hellwig. From 1983-84 he worked in the private workshop of the master restorer J. F. Schmitt in Lyon, where he had the opportunity to see and study many important instruments. From 1985-87 and 1991-93 Alessandro Voltini taught in the regional course of string instrument restoration.
In 1988 he participated with a viola in the 5th Cremona Triennial where he won a silver medal.
In 1994 he won first prize with a cello at the 7th Triennial in Cremona.
On more than one occasion he has collaborated in restoration courses and classes on the set-up ofs tring instruments with the International Violinmaking School of Cremona, where he became teacher in the year 2000. He is charged for the maintenance of the collections of the winning instrument of the triennale competitions.
In the 2001, 2003 and 2008 he was invited as jury member at the International violinmaking competition organised from the violinmaking school in Queretaro (Mexico).
He is member of the organizational committee of the A.L.I. Currently he works in the center of Cremona where he dedicates himself to the construction of string instruments inspired by the classical Cremonese masters as well as some of the most representative modern violinmakers (G. Ornati, F Garimberti, A. Poggi). He recognized the importance of establishing his own style without however; losing sight of the instrument's final destination: to make music.

Web: Alessandro Voltini Violinmaker

Photo: broadviolin.com.tw

d315b880-0deb-4bce-a2e1-aab4b5d5da0c

Pierangelo Balzarini, liutaio

Cremona, 26 maggio 1962 - 11 aprile 2002

Dal 1976 al 1980 ha frequentato la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona, dove è stato allievo dei maestri Primo Pistoni, Wanna Zambelli e Alceste Bulfari.
Ha iniziato l’attività professionale lavorando per tre anni nel laboratorio di Corrado Belli, dedicandosi in particolare ai problemi della scelta dei legni e delle vernici. Ha ottenuto risultati notevoli in concorsi internazionali: 1985, secondo premio, medaglia d’argento, con una viola; 1986, premio per la miglior scultura della testa al Concorso di Poznan; 1988, Medaglia d’oro con un violoncello, «Premio Stauffer» per la migliore sonorità e «Premio Sacconi», alla V Triennale di Cremona.
Nei suoi strumenti (un centinaio circa, che si ispirano ai modelli classici cremonesi) ha dimostrato notevole personalità e grande cura dei particolari, bella vernice e buona risposta acustica.
Con una cerimonia molto partecipata, il 19 ottobre 2019 nel Castello di Ostiano (Cremona) è stata inaugurata la Sala Museo dedicata a Pierangelo Balzarini.

Erano presenti, insieme alle autorità locali, molti amici e colleghi del liutaio, scomparso giovanissimo nel 2002, che aveva ottenuto grandi riconoscimenti e unanimi consensi internazionali per la sua arte.
Dopo il ricordo del professor Gualtiero Nicolini che gli ha dedicato un libro dal titolo «Una Vita vissuta» e che lo aveva insignito del Premio ANLAI «Una vita dedicata alla liuteria», si sono susseguiti interventi di vari amici e quindi, nel delizioso teatro del castello, si è tenuto un concerto del Trio d’archi composto da Silvia Vendrame (violino), Stefan Slancin (viola) e Alessandro Mastrucci (violoncello).
È stato suonato il violino Balzarini del 1994 n° 80, modello Capicchioni, di proprietà del notaio Paolo Salvelli di Cremona, presentato nelle sue caratteristiche tecniche dal maestro liutaio Mathias Heylighers.

Web: welfarenetwork.it

29a24c3f-e2a8-4b5c-81ef-a07e7a6337be.jpeg

Luca Pasquetto, liutaio
Casaletto Ceredano (Cremona)

Dall'anno 1977 frequenta la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona (I.P.I.A.L.L.) dove, nel 1981, si diploma maestro liutaio sotto la guida di Wanna Zambelli.
Dal 1981 ad oggi è Collaboratore per la messa a punto degli strumenti presso il Laboratorio Liutario Francesco Bissolotti (Bissolotti & Sons, Cremona, Italy).
Nel 2006 gli viene dato in affidamento il restauro di parte della collezione del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma (sezione archi).
Dagli anni '90 è assistente dei professori d'orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania. Per un periodo si trasferisce a Roma, in via Margutta, per la creazione di un laboratorio di liuteria con Alessandro D'Amico e presta assistenza agli strumenti del Conservatorio Santa Cecilia.
Dal 15 al 22 settembre 2013, presso l'Accademia Perosi di Biella, frequenta il Corso di Perfezionamento in Restauro tenuto dal restauratore Carlos Arcieri di New York, allievo del grande maestro Simone Fernando Sacconi.
Si dedica alla costruzione di strumenti ad arco (violini, viole e violoncelli), con specializzazione nella messa a punto (set up) acquisita in vari workshop e corsi di aggiornamento tenuti dalla Regione Lombardia e dall'Istituto Internazionale di Liuteria di Cremona.
Ha ottenuto riconoscimenti in varie edizioni del Concorso Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco di Cremona: nell'edizione del 1988 si è classificato 2° con un violoncello; nell'edizione del 1994 è risultato 3° e 7° con due violini, mentre nell'edizione del 1997 si è qualificato a pari merito al 2° posto con un violoncello.
Vive e lavora a Casaletto Ceredano (Cremona), in via Guad da Re 37.
Email: lupetto3691@gmail.com

 

Web: luca pasquetto | LinkedIn

Silvio Levaggi, violin maker
Cremona


Silvio Levaggi trained at the Cremona International Violin Making School under the tuition of masters Vincenzo Bissolotti and Wanna Zambelli and obtained his diploma in 1984
. Since the year 2000, Silvio has regularly taken part in the Oberlin Violinmaking Workshop where he works in close contact with some of the best American and European luthiers in a continuous and rich exchange of opinions and experiences.

In his workshop, Silvio devotes all his time to the making of violins, violas, and cellos of the finest quality, inspired by the classical Italian schools of violinmaking. Since 1998, Silvio regularly take part in International Violin making Competitions where he has received numerous prizes:

4 Gold Medal: Cremona 2009, Parigi 2004, Manchester 2004, Mittenwald 2001;

4 Silver Medal: VSA 2010 e 2002;

2 Bronze Medal: Mittenwald 2005, Cremona 2003;

18 Certificates of Merit or Special Prizes: International Violinmaking Competition from 1998 to 2010.

Silvio is a member of the Violin Society of America and ALADFI – Association des Luthiers et Archetiers pour le Développement de la Facture Instrumentale

Photo: Silvio Levaggi, Cremona

Web: reedyeboahviolins.com

4db73f49-bb2e-4bab-af18-86a5d88bf4a6

Alessandro Tossani, liutaio e restauratore
Cremona


Tossani
: "Sono nato a Breno in provincia di Brescia nel 1963 e nel 1967 la mia famiglia si è trasferita a Cremona. A neanche quattordici anni, nel 1977 mi sono iscritto alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona spinto dalla passione per la liuteria che nel frattempo mi era nata dal vivere nella “città dei violini”, una passione che ho coltivato con cura e che fortunatamente è poi diventata il mio lavoro. Nei primi due anni alla Scuola Internazionale di Liuteria, ho seguito il corso serale di archetteria tenuto dal Maestro Giovanni Lucchi, e nei due anni successivi il corso serale di restauro di strumenti musicali ad arco tenuto dal Maestro Bruce Carlson.
Nei pomeriggi liberi durante i quattro anni di scuola ho lavorato nei laboratori dei Maestri Morassi e Bissolotti, imparando ed affinando varie tecniche costruttive, facendo esperienza con idee di stile e carattere diverse, assorbendo quanto più possibile della loro esperienza e sensibilità, imparando a conoscere il legno e ascoltando le storie dei loro rapporti personali con Maestri del ‘900 come Ornati, Garimberti, Sgarabotto e Sacconi, momenti che si sono poi rivelati fondamentali negli anni successivi per la creazione dei miei strumenti. (...)
Dopo aver conseguito il diploma nel 1981 con la Maestra Wanna Zambelli, con mia enorme gioia e gratitudine, il Maestro Carlson mi ha chiamato a lavorare con lui dove sono rimasto per quasi dieci anni dedicandomi principalmente al restauro di strumenti ad arco e allo studio degli strumenti antichi che via via restauravo. In quegli anni ho assimilato le più difficili tecniche di restauro e mi sono fatto una grande esperienza nella montatura e nella messa a punto acustica anche grazie ai molti musicisti che passavano in quel laboratorio e che in molti oggi sono ancora miei affezionati clienti.

Dalle esperienze fatte in quei quindici anni ho capito che studio e ricerca continui sono fondamentali per trovare le combinazioni giuste in ogni strumento, e che è sempre necessario studiare ed imparare ogni giorno dalla grande tradizione della liuteria classica che i grandi Maestri Cremonesi del passato ci hanno lasciato con le loro opere."

Web: 
www.alessandrotossani.it/

8ccaa05c-0026-4be4-945a-90344e8c3bd9

Ernesto Vaia, liutaio
Cremona


Ernesto Vaia nasce a Cremona nel 1958, dove frequenta la Scuola Internazionale di Liuteria sotto la guida della Maestra Wanna Zambelli e del Maestro Francesco Bissolotti.
Si diploma nel 1977 con il giudizio del M° Pietro Sgarabotto. Dal 1976 al 1978 frequenta il Corso di archetteria sotto la guida del M° Giovanni Lucchi e si diploma con specializzazione in riparazione e restauro.

Svolge un breve periodo di stage presso i laboratori dei Maestri Luciano Bini e Claudio Amighetti.
Dal 1979 è docente di laboratorio e successivamente anche docente di verniciatura e restauro presso la Scuola di Liuteria di Cremona.

Dal 1980 al 1982 frequenta il Corso sulle tecniche di restauro tenuto dal M° Bruce Carlson, perfezionando le sue abilità nella messa a punto del violino.
Nel 2003 frequenta il Corso di radiografia affiancando il Maestro Massimo Negroni nella conduzione del Laboratorio Scientifico della Scuola.

Per scelta personale non ha mai partecipato ad alcun concorso. La sua produzione di strumenti si ispira principalmente ai grandi liutai della scuola classica cremonese, come Amati, Stradivari e Guarneri.

In ambito scolastico ha preso parte ai progetti «S.comp.a.r.s.o.» (Studio COMPletamento Antico Reperto Stradivariano Originale) e «Tancredi» (ricostruzione di strumenti di epoca barocca).

Web: Ernesto Vaia - scuoladiliuteria.it

Marcello Ive, liutaio
Cremona


Nel 1976 si è iscritto all’Istituto Professionale Internazionale per l’Artigianato Liutario e del Legno di Cremona e
durante i quattro anni di studio ha conosciuto molti Maestri rinomati, italiani e stranieri, che con i loro insegnamenti lo hanno aiutato a scoprire nella liuteria qualcosa che va ben oltre un normale lavoro d’artigianato. I suoi docenti di laboratorio sono stati i Maestri liutai: Primo Pistoni, Wanna Zambelli, Alceste Bulfari e Giorgio Scolari; Stefano Conia il docente di verniciatura e restauro.

Ha conseguito il diploma nel giugno 1980 e nel 1981 ha ricevuto la medaglia d’oro “Guido Marola”, assegnata dalla Scuola di Liuteria di Cremona all’allievo italiano diplomato nell’ultimo biennio con la migliore valutazione.

Nel suo lavoro si ispira alla liuteria classica, interpretandone gli stili con gusto personale. L’esempio dei grandi autori del passato è per lui un costante punto di riferimento, una guida nella ricerca e nella realizzazione, sempre molto accurata, degli strumenti. Seguendo un metodo di lavoro rigorosamente artigianale, cerca di ottenere un risultato che rappresenti sempre la migliore espressione delle sue capacità e che coniughi al meglio le qualità sonore e la bellezza delle forme. La sua attività si basa sulla costruzione di strumenti ad arco in stile moderno e barocco in un numero annuo assai limitato. Dedica un’attenzione particolare alle viole d’amore, che da sempre sono oggetto delle sue ricerche e motivo costante di studio. Si tratta di strumenti che costruisce su modelli storici o personali, curando nel dettaglio i disegni delle decorazioni che poi esegue personalmente. La viola d’amore, per le sue caratteristiche tipiche, gli offre la possibilità di impreziosire la lavorazione con intagli, intarsi e teste scolpite che da sempre hanno contraddistinto questo tipo di strumento.

Nei primi anni della sua attività professionale, fra il 1982 ed il 1988, ha preso parte a soli quattro concorsi di liuteria, conseguendo il risultato più prestigioso nel 1988, alla quinta Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco di Cremona, vincendo il primo premio-medaglia d’oro nella sezione dedicata al violino, nonché il premio speciale “Roger Hargrave”.

Ha collaborato con l’Istituto Professionale Internazionale per l’Artigianato Liutario e del Legno di Cremona e con il Centro di Formazione Professionale della Regione Lombardia sede di Cremona, in qualità di docente di laboratorio.

Nel 2003, ha fatto parte della Giuria del 10° Concorso Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco “Antonio Stradivari” di Cremona.

Oggi, nella quiete della bottega, prosegue la sua attività di costruzione, riparazione e ricerca con l’interesse, l’impegno e la serietà di sempre.

Nelle foto: il liutaio Marcello Ive nella sua bottega a Cremona

Web: Marcello Ive - Liutaio

a33ae778-2fca-4843-ae27-b33a0f564504
89487a55-5d2c-4f9e-af3a-fded3f92e229

Fabrizio Portanti, liutaio
Cremona


Fabrizio Portanti, liutaio in Cremona, costruisce violini, viole e violoncelli seguendo le linee della liuteria classica cremonese, dedicando una cura particolare alla qualità sonora degli strumenti e utilizzando vernici speciali che prepara personalmente nel suo laboratorio.
Nato a Cremona il 29 Agosto 1963, si diploma alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona nel 1981 sotto la guida dei Maestri Ezio Scarpini e Wanna Zambelli.
Dopo il diploma, per 5 anni frequenta il laboratorio del Maestro Gio Batta Morassi perfezionando il suo stile e affinando le sue capacità.
Attualmente lavora nel suo laboratorio in via Aselli 37 a Cremona; costruisce violini, viole e violoncelli su modelli personali ispirati alla liuteria classica cremonese.
Dedica una particolare cura alla qualità sonora degli strumenti, usando legni stagionati personalmente e una vernice speciale ad alcol preparata in laboratorio.
Ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, tra i quali:
► medaglia d'argento con un violino alla VI Triennale Internazionale di Cremona nel 1998
► medaglia d'oro al Concorso Internazionale Tchaikowsky di Mosca nel 1994 per il miglior violino

 

Nella foto: il liutaio Fabrizio Portanti nella sua bottega a Cremona

Web: Fabrizio Portanti liutaio in Cremona

99d4e485-db7b-476f-b494-8b973df89ea1
18f282fb-1e40-4e81-8b85-8be6d3bca218

Igor Moroder, liutaio e restauratore 
«Casa Campanini», Milano

Igor Moroder, figlio d’arte e discendente diretto del più famoso pittore Josef Moroder Lusenberg (Ortisei 1846-1939), nato a Bolzano nel 1961, è cresciuto a Ortisei in Valgardena e sin dalla tenera età ha avuto la possibilità di maneggiare il legno nei laboratori dei nonni scultori, nonché di essere iniziato agli studi musicali dai genitori musicisti a loro volta.
Dopo il diploma di liutaio conseguito alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona nel 1984, sotto la guida, fra altri, della maestra Wanna Zambelli, sino al 1990 ha completato i suoi studi in Svizzera in qualità di collaboratore nei laboratori di Otto Karl Schenk a Berna e di Gerber-Mastrangelo a Losanna, imparando in quelle sedi le più disparate tecniche di restauro di strumenti ad arco ed usufruendo della possibilità di studiare reperti antichi di grande valore artistico.
Le frequentazioni con un ricercatore chimico belga nel campo delle vernici per liuteria sono state altrettanto determinanti per il percorso formativo del Moroder.
Dal 1991 esercita in proprio, e avendo lavorato inizialmente a Verona ed in un secondo momento a Torino, si dedica dal 2014 alla propria professione nel cuore di Milano nella prestigiosa sede di «Casa Campanini» in via Vincenzo Bellini.
Per convinzione personale non ha mai partecipato a concorsi di liuteria, nonostante avesse al suo attivo circa 200 opere tra violini, viole e violoncelli. Sempre per tale ragione non è mai stato membro di associazioni liutarie o di associazioni di categoria. Tuttavia coltiva contatti con il gotha della liuteria mondiale nonché con rinomati centri di restauro.
Ha conseguito diverse esperienze di insegnamento in varie occasioni ed ha tenuto vari seminari su temi specifici, destinati sia a musicisti che a liutai .

Nelle foto (dall'alto): il liutaio e restauratore Igor Moroder e la facciata di «Casa Campanini» a Milano

 

Web: Igor Moroder

380bb9db-42f9-4289-899e-efcc9010760a
bc0f2104-42b3-45b8-a506-6970cac184d0

Thérèse Girad , altiste, luthier et restaurateur
Montréal (Canada)

Thérèse Girard, altiste de formation, obtient en 1980 une bourse du Conseil des arts du Canada pour étudier à l'École Internationale de lutherie de Crémone, en Italie. Elle obtient son diplôme en 1984 avec Wanna Zambelli comme principal professeur. Durant ce séjour en Italie, elle suit également un cours en facture d'archet avec Giovanni Lucchi. En plus de la fabrication et de la restauration d'instruments du quatuor et de leurs archets, elle se spécialise dans la ciselure des hausses et boutons d'archets, technique qu'elle acquiert auprès d'un maître joaillier (Aristide Tira).

En 1992 le musée des Civilisations du Canada lui commande un archet de violoncelle qui fait maintenant partie de la collection permanente du musée.

Au centre ville de
Montréal, Thérèse Girard travaille en étroite collaboration avec le luthier Jean-Benoît Stensland. L'université Mc Gill possède dans sa collection un quatuor d'instruments baroques de leur fabrication.

Web: www.stenslandgirard.com

1b88c4a9-361c-4522-88e8-7ba7f84cdfcf

Nel 1987 alla Scuola  Internazionale di Liuteria di Cremona


Nel marzo 1987 alla Scuola di Liuteria di Cremona con, in ordine sparso, gli allievi Luigi Aquilino, Luca Maria Gallo, Stefano Mamino, Simone Bonvini, Giuseppe Vidari, Stefano Carollo, Giovanni Tosatto, Andrea Ortona, Nicola Silla, Guido Alberini e Sandro Asinari.

Col camice bianco, la maestra liutaia Wanna Zambelli

7b7c8cf2-97d6-4035-996e-08102e757a68

Katharina Abbühl, liutaia
Cremona

"Lungo la propria esistenza ogni persona incoraggia o alimenta, talvolta inconsciamente, una cultura materiale. Il valore di un manufatto non si limita soltanto alla sua funzione ma accresce anche a seconda della sua storia e del suo tempo di creazione; e non ci si deve stupire se si crede di provare dell’affetto per un artefatto, alla stregua di una persona.

Katharina Abbühl è una liutaia e da diversi anni vive e opera a Cremona: la stessa città che nel 1644 ha visto nascere Antonio Stradivari.
Formatasi nella cittadina lombarda, è rappresentante di un’arte che dal 2012 è considerata patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. La passione, la cura e la dedizione sono solo alcuni degli ingredienti che permettono a Katharina Abbühl di dare vita a ciò che inizialmente si presenta come un semplice pezzo di legno.

Lei si è formata presso la scuola Antonio Stradivari di Cremona nel 1991 sotto la guida della maestra Wanna Zambelli. Perché non si registrano donne nella scuola di liuteria prima di Zambelli?
Perché l’artigianato era qualcosa che si pensava soltanto l’uomo potesse fare. Magari la donna era sottomessa e lavorava comunque nell’artigianato, ma nascosta dietro la figura del marito. Giuseppe Guarneri del Gesù, che era il più apprezzato liutaio del Settecento, era sposato con una donna austriaca: Caterina Rota. Lei per esempio aiutava il marito. Già lì è la storia della donna: essere nascosta e fare qualcosa, ma non con il proprio nome." (...)

Tratto da:

«L'arte della liuteria nelle mani di Katharina Abbühl», affascinante intervista di Giuliana De Luca sul sito web vitaminevaganti.com, 19 febbraio 2022

Photo:  Photo Rotondo per Io Donna: «Dalle liutaie alle ricercatrici, l'anima rosa del Distretto del violino di Cremona» di Simone Fanti, 25 gennaio 2019

Web: Dalle liutaie alle ricercatrici, l'anima rosa del Distretto del violino di Cremona | iO Donna

Claudiu Ciurba, luthier
Reghin (Romania)


Biography: My introduction with the manufacturing of musical instruments was at a very early age, as violin making was a family tradition. Since I was little I used to stand by my father while he was working on something, trying to blend in by polishing a violin, thing that made me at the age of twelve, “ very useful “.

While attending a high-school specialized in wood carving, I decided to attend the courses of a violin making school.

1991

In 1991, I started courses at the International Violin Making School of Cremona-IPIALL-, under the guidance of Master Wanna Zambelli, for four years. At the same school, I had as teachers Master Massimo Negroni , at varnishing, and Master Stefano Conia at restoration.

1995

I finished my studies, obtaining the Master Violin Maker qualification, in Cremona, 1995, when I returned to my country. Here I continued my training working with my father.

1997

Since 1997 I have had my own business, having my father’s permanent support.
Then came a period of intense collaboration with well known workshops from Cremona for which I was privileged to work thanks to the technical knowledge I had regarding the Cremonese classical style of execution and acoustics.
I participated at some international contests of which I remember: Cremona 1994, Baveno 1995, Cremona 1997, Cremona 2000, Pisogne 2011.
I have also participated for many years at the “Mondomusica” International Fair from Cremona.
At the moment I am collaborating with a workshop from Torino, Italy, and my activity is divided between two locations, Reghin and Torino.

2001

In response to traders' requests, I decided to set aside some of my work time to create the "Workshop" line. As a result, I brought together a highly talented and professional team to develop instruments of exceptional quality. These instruments can confidently compete with the esteemed Master's creations.

2006

Our instruments successfully entered the Japanese market, thanks to our collaboration with the renowned Shirakawa Sogyo & Co

2010

I had the privilege of participating in the Cremona International Fair - Mondomusica, alongside my father, who has amassed 50 years of experience in the field of lutherie.

2016

I had the opportunity to attend the prestigious lutherie workshop titled "Preparation du bois et vernissage en lutherie" in Schauffhausen, Switzerland. The workshop was organised by the esteemed restorer Francois Perego.

2017

I also took part in the lutherie workshop "Preparation des vernis gras pour la lutherie" in Becherel, France.

2022

After gaining 30 years of professional experience, I made the difficult decision, due to health reasons, to focus solely on crafting personal instruments. Unfortunately, this meant parting ways with the team that had become like a second family to me for nearly two decades. However, this change allows me to leverage my extensive expertise and deliver high-quality instruments tailored to the specific requirements of my customers.

Web: https://ciurbaviolins.com/

5c292166-3cbf-4d64-a57b-12992bac4c8f
e5a82f79-c749-48c0-8782-1fd5c2d23f9a
477c9c7d-1f2e-441e-9430-c9ec5b57e28b
669bf43f-e116-471e-bfa9-cc57d9a5f0ca

Wanna Zambelli and the violin maker Jacob von der Lippe, active in Oslo (Norway)

Jacob: "After building my first cello last year in high school, I was sold. Three years later, I found myself at the world-famous violin-building school in Cremona (1995-1998). Also known as the cradle of the violin.

Here you see a happy violin builder student with her teacher Wanna Zambelli.She was the first female teacher at the school and gave me her knowledge and time to explore on her own. Cremona was an inspiring city for me as a young student. All the teaching was in Italian, so I quickly learned the language."

In the photo above: Wanna and Jacob at the International School of Violin Making in Cremona in 1998.

► In the two photos below: Wanna and Jacob at the Violin Museum in Cremona on June 25, 2023 at the presentation of the book: «Simone Fernando Sacconi. Luthier, restorer and expert among the greatest of the twentieth century» as part of the events of the 50th anniversary of the death of the Maestro.

Web: Violin maker Jacob von der Lippe

86bfda02-fb36-4096-89e0-768146f923fc
14b4bca0-75a9-44ad-a9e9-3f8fcba52714

Francesco Trevisin, liutaio e restauratore
Mestre (VE)

ff01e832-e514-4307-81eb-b29ca5fe4662


Nel suo laboratorio di Mestre, ogni giorno Francesco Trevisin, liutaio, si confronta con i grandi artigiani del passato valorizzandoli come fonte di ispirazione nella fase costruttiva. Ha un lungo curriculum, molte esperienze internazionali. È un esperto maestro del legno e della musica. Artigiano? Anche un po’ artista, come tutti gli artigiani sono.

 

Dopo il diploma di liceo scientifico ha iniziato a lavorare come carpentiere al Teatro La Fenice di Venezia, concretizzando una passione trasmessa dal nonno materno, artigiano all’Arsenale. Trascorsi otto anni ha deciso di iscriversi alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona. Al termine del percorso ha ottenuto il diploma di liutaio sotto la guida della maestra Wanna Zambelli: gli hanno consegnato il diploma a luglio e a settembre già lavorava nei dintorni di Brema, in Germania. Dopo Svizzera, Inghilterra e Olanda è tornato in Italia e ha aperto un suo laboratorio a Venezia, in Calle lunga San Barnaba. Passato qualche tempo, ha lavorato tre anni nel famoso negozio di liuteria David Segal a New York.
L’attuale laboratorio di Mestre l’ha aperto nel 2004.
Dei due rami principali della liuteria, il restauro e la creazione di strumenti ex novo, Trevisin predilige il primo senza trascurare il secondo.

 

Foto: © Antichi mestieri: il liutaio - Metropolitano.it

9771386d-76be-4ac9-baad-44eb78190c95

Lorena Beverido, luthier
Coatepec, Veracruz

c74a971f-0a2d-42e8-af1a-c082e04d27fa


Estudió laudería en la Escuela Internacional de Cremona, Italia, bajo la guía de la Maestra Wanna Zambelli.
En la misma Institución, estudiò restauración con el Maestro Alessandro Voltini.
Previamente a sus estudios de laudería, estudió música en la Universidad Veracruzana, donde laboró como maestra, y ejecutante en varias agrupaciones musicales.
Estableciò su primer taller en la ciudad de Cremona, ingresando a la Asociaciòn de lauderos profesionales.
A partir de 1991 trabaja en su taller de Coatepec Veracruz.
Web: Estrada y Beverido, lauderos

David Estrada, luthier
Coatepec, Veracruz

5f85965a-4362-4d52-a7a3-23c27b845c93


Estudió mùsica (contrabajo) en la Universidad Veracruzana, bajo la guìa del Maestro andrès Kalarus.
Posteriormente trabajo como maestro en la misma instituciòn.
Construyò como autodidacta su primer contrabajo, y despuès estudió lauderìa en Italia con Wanna Zambelli (Cremona), y Renato Scrollavezza (Parma).
Ingresó a la Asociación de Lauderos Profesionales de Cremona, ciudad donde estableció su primer taller.
Desde 1991 trabaja en el taller Estrada-Beverido de Coatepec, Veracruz.
Web: Estrada y Beverido, lauderos

9caa53dd-6447-45d5-9a37-bc48da2b2bb7

David Merchán, luthier
Valencia (Spagna)


Desde muy pequeño, mi vida ha estado siempre muy ligada a la Música. Mi abuelo, Félix Sánchez-Jara era violinista aficionado y nos inculcó a toda la familia su pasión por la Música, primero a mi madre y después a mis hermanos y a mí.

Nací en Salamanca en 1975 y a los 7 años comencé a estudiar violín con la pedagoga Consolación Muñoz Ledo, terminando mis estudios años más tarde, en 1997.
Después de varios años como profesor de violín en diversos conservatorios profesionales de Música en Castilla y León, en el año 2000 decido irme a estudiar a Italia en la “Scuola Internazionale di liuteria A. Stradivari” de Cremona, donde me diplomé bajo la guía de la prestigiosa maestra Wanna Zambelli.
Así mismo, asisto a diversos cursos en Lombardia sobre acústica, arquetería y montaje de los instrumentos, profundizando los conocimientos adquiridos en la escuela de luthería.
Pocas semanas después me traslado a Londres donde tendré la fortuna de poder trabajar en dos talleres de prestigio como Phelps y Bridgewood & Neitzert, teniendo la oportunidad de reparar y restaurar todo tipo de instrumentos como violines, violas, chelos, contrabajos clásicos y de jazz, instrumentos barrocos y entre ellos grandes autores como Nicoló Amati, Gagliano, Thir, Grancino, Gofriler, Storioni, Degani, etc.
Al mismo tiempo, estudio durante tres años cursos sobre construcción, reparación y restauro de guitarras en el Merton College, en el sur de Londres. Por fin a inicios de 2009 llego a Valencia, ciudad con gran tradición musical, en la cual realizo mi labor como luthier.
No puedo dejar en el tintero una referencia a la gran pasión que siento por un violinista irrepetible que siempre me ha fascinado, el grandioso David Oistrach.
Web: David Merchán Luthier

56d0c144-a7e8-4ead-8607-b642b97d973c

Michele Buccellè, liutaio
Acquanegra Cremonese (Cr)

e1424bc2-0502-4f26-932e-bca5c25c640d

 

Nato a Cremona nel 1981, Michele Buccellè ha coltivato sin da giovane una passione profonda per la liuteria. Seguendo un percorso formativo di eccellenza, si è diplomato nel 2000 alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona, studiando sotto la guida dei maestri Wanna Zambelli e Massimo Negroni.
Dopo il diploma, Michele ha perfezionato il suo stile collaborando con il maestro Maurizio Tadioli, un’esperienza che gli ha permesso di affinare ulteriormente le sue abilità artigianali.
Michele è specializzato nella costruzione di copie di strumenti antichi cercando di dare una visione consapevole e personale.
Utilizza vari modelli, sia Stradivari che Guarneri del Gesù, ma anche Giovanni Battista Guadagnini. Il suo lavoro si distingue per l’attenzione meticolosa sia all’estetica che al suono, creando strumenti che incarnano una sintesi fra tradizione e innovazione.
Nel 2009, Michele ha vinto il Premio Sabino Preti al XII Concorso Internazionale Triennale di Strumenti ad Arco per il miglior giovane liutaio cremonese.
Oggi, Michele costruisce viole, violini e violoncelli nella tradizione cremonese, strumenti apprezzati sia in Italia che all’estero da musicisti che suonano in orchestre di tutto il mondo (Filarmonica Arturo Toscanini, Malaysian Philarmonic Orchestra, etc.).
Collabora con la Scuola internazionale di liuteria “A. Stradivari” di Cremona per l’alternanza scuola-lavoro.

Nella foto: Michele Buccellè nel suo laboratorio.
Web: Michele Buccellè

c8a34e96-e03f-493a-989a-b367efe68d85
d475af6d-00aa-417d-98ae-afd4ed195e4d

Valentino Natolini, liutaio e restauratore 
Muralto (Canton Ticino, Svizzera)


Valentino Natolini nasce nel 1976 a Lugano.
Nel 2000 si diploma presso la Scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari” di Cremona sotto la guida dei maestri Wanna Zambelli, Massimo Negroni e Claudio Amighetti.
Nello stesso periodo frequenta i corsi complementari di specializzazione indetti dalla Regione Lombardia e fa tirocinio nella bottega di Giorgio Grisales.
Dal 2001 lavora presso il laboratorio di Giorgio Lanini a Locarno, dove svolge attività di manutenzione e restauro di strumenti ad arco.
Nel 2002 viene chiamato dalla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona a collaborare alla catalogazione di strumenti a pizzico antichi di una collezione privata e nello stesso anno inizia con Giorgio Lanini a costruire mandolini napoletani.
Nel 2003 lavora da Maurizio Tadioli a Cremona alla costruzione di strumenti ad arco.
Parallelamente lavora nel proprio atelier di liuteria a Barbengo dove svolge soprattutto attività di costruzione, lavorando per musicisti svizzeri e stranieri.
Nel 2005 assieme a Giorgio Lanini ha costituito la LANINI & NATOLINI SA. Nel 2007 inizia a costruire anche contrabbassi.

Nelle foto: Valentino Natolini nel suo atelier.
Web: Liuteria Natolini

6415cf6a-6b17-49f3-95dc-a3730cbf0d4d
271de693-659f-40b7-8b89-373637a05742

Fabio Piagentini, liutaio
Lucca

Fabio Piagentini nasce a Lucca nel 1978 e sin da giovanissimo sviluppa un forte interesse per la musica classica, studiando pianoforte durante l’infanzia e poi violoncello presso l’Istituto Musicale «L. Boccherini» di Lucca. Dopo aver conseguito il diploma di maturità all’Istituto d’Arte «A. Passaglia» di Lucca, nel 1998 si occupa per un breve periodo di restauro artistico; trasferitosi in seguito a Cremona per frequentare la Scuola Internazionale di Liuteria (I.P.I.A.L.L.), ottiene il diploma nel 2005 sotto la guida di Wanna Zambelli.
Nello stesso periodo frequenta corsi di archetteria, montatura, messa a punto dello strumento e fisica acustica. Dal 2005 al 2007, tornato a Lucca, effettua un’importante esperienza sotto la guida di Michel Eggimann, dedicandosi alla costruzione di copie di strumenti e focalizzando la propria attenzione sull’opera di Giuseppe Guarneri del Gesù e della famiglia Amati.
Dal 2005 partecipa annualmente ad esposizioni ed eventi fieristici tra i quali Frankfurt Musikmesse e Cremona Mondomusica, e dal febbraio del 2007 ha aperto la propria attività nel centro storico della città di Lucca.
Nel 2008 ha costruito un importante quartetto d’archi dedicato alla sua città, avviando un progetto multimediale chiamato Quartetto Mansi. Collabora attivamente con musicisti professionisti a livello nazionale ed internazionale.

Web: Fabio Piagentini - Maestro Liutaio a Lucca, scuola cremonese

a9e29fa6-8b98-479e-a779-01965e9c0c1a

Yan Feng Wang e Wanna Zambelli


A sinistra nella foto, la liutaia e restauratrice Yan Feng Wang, diplomatasi con profitto nel 2005 alla Scuola Internazionale di Liuteria «Antonio Stradivari» di Cremona, sotto la guida della maestra Wanna Zambelli (a destra)

«Deux experts luthiers dans le bassin»
Le Réveil, 2 octobre 2024
Photo: © Noemie P., France
Leggi: violiniincremona.it

«Fantastique: Deux experts luthiers à Vanosc depuis 2006»

Le Réveil, 15 octobre 2024
Leggi: le-reveil-vivarais.fr

Yan Feng Campanati
Web: atelier-lutherie.fr

021ca2c5-8f5a-46ed-90b6-18ca43308a38

Rogério Fagundes, liutaio
San Paolo (Brasile)


Rogério
 Fagundesè nato a Curitiba (Paraná) nel 1987.

Nel 2012 si è diplomato presso l'Istituto Internazionale di Istruzione Superiore «Antonio Stradivari» di Cremona (Italia), nel Corso di Liuteria, sotto la guida di Wanna Zambelli.

Nel 2013 si è diplomato al Corso Tecnico Superiore in Armonizzazione Acustica degli Strumenti ad Arco, tenuto dai rinomati liutai Luca Primon, Gregg Alf e Andrea Ortona, tra gli altri.

Nel 2013 è stato insignito della medaglia d'argento al 7° Concorso Nazionale di Liuteria promosso dall'Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana (ANLAI).

Dal 2006 al 2008 ha lavorato nella bottega di Liuteria Luiz Amorim, occupandosi di restauro e di manutenzione di strumenti ad arco.

Attualmente il suo studio si trova a San Paolo, dove si dedica alla costruzione, al restauro e all'armonizzazione acustica di violini, viole e violoncelli.

Seguendo i modelli di Stradivari, Guarneri e Amati, Fagundes esprime nella sua arte i segni della liuteria classica cremonese e italiana.

Web: rogeriofagundes.com.br

Samera Miloud, luthière à Puyricard
(Aix-en-Provence, France)

c791149d-3ecc-418a-a8c4-c505f71fdca2

En 2004, je découvre la lutherie avec Willibrord Crijnen à Marseille. Ce luthier néerlandais, amoureux du Sud de la France, m’accueille dans son atelier pendant deux ans. Il m’initie à la fabrication et me guide lorsque je construis mes premiers violons et mon premier alto. L’envie d’aller plus loin me pousse en Italie à Crémone, capitale du violon, berceau de la lutherie avant même la réputation que lui conféra au 17 ème siècle le plus célèbre luthier de Crémone, Antonio Stradivari.

Pendant quatre ans, je vais apprendre l’excellence et la rigueur du savoir-faire traditionnel, en intégrant l’École Internationale de Lutherie Antonio Stradivari. Au sein de cette école, j’apprends les gestes du métier au contact de plusieurs Maîtres Luthiers et surtout auprès de Maître Wanna Zambelli, première femme italienne à être, en 1972, diplômée de cette prestigieuse école. Refusant les fonctions dans lesquelles on reléguait les femmes, son désir de liberté l’amène à devenir luthière, puis, très appréciée par ses pairs, à enseigner pendant 44 ans dans cette école de lutherie. Très émue par ce parcours, je désire ardemment devenir son élève, ce qu’elle accepte. Avec elle, ma vocation se renforce jour après jour. Merci, Maestro, de m’avoir transmis votre savoir.

Quarante années après elle, j’obtiens à mon tour le diplôme de luthière!

Dans ce haut lieu de tradition, les musées du violon et les ateliers de lutherie sont nombreux et facilement accessibles aux étudiants. C’est une chance formidable. J’ai consolidé mon savoir-faire en multipliant les visites. J’ai élargi mes connaissances et j‘ai beaucoup appris des luthiers, heureux de partager et de transmettre leurs pratiques, leurs recettes et «la méthode» apprise de génération en génération depuis le 16ème siècle.

Une fois rentrée en France, cette belle aventure intense et riche se poursuit à Aubagne, dans l’atelier de Marcello Zerilli où j’ai travaillé pendant un an, en expérimentant différents aspects du métier : montage et réglage, réparation…

Parallèlement, les encouragements et l’expérience de deux amis luthiers, Arnaud Vaissier et Benoît Germain, me confortent dans mon désir d’ouvrir mon propre atelier.

Ce métier de luthière me permet de conjuguer deux passions, la musique et le travail du bois. Depuis 2017, j’exerce avec bonheur mes passions «au service des instruments et de leurs musiciens».

Mes mains et mes oreilles rivalisent de finesse pour offrir un instrument de qualité, conçu avec rigueur, qui puisse trouver un musicien qui lui correspond.

Je considère la lutherie comme un art au service de la musique, un art qui réclame écoute, humilité et respect.

Samera Miloud

 


Web:  sameramiloudluthier.fr

627992af-bed0-4ee9-b31a-2867df8cebbd
5183dcd3-304e-4f57-9f8a-6f5854420a13
bf59c6f6-2d16-47e2-98b6-6187313f3e59
0210fe42-4464-46ab-bf06-88022af0be55

Ryosuke Ito
Violin Maker & Restorer

Cremona


Ryosuke Ito was born in Osaka Japan in 1980. 
He has loved music and crafts since childhood. He started working at a musical instrument workshop in 2003 while studying English and music abroad in Ireland.

During his time in Ireland, he made and repaired guitars, mandolins, bouzoukis, hurdy-gurdys and other instruments. However, he wanted to start studying violin making from scratch and enrolled in an Italian school in 2008.

He learned instrument making from Wanna Zambelli and repairs from Allesandro Voltini and Claudio Amighetti. After graduating from the school in 2012, he frequented Davide Sora's workshop for advice. In order to improve his restoration technique, he attended a violin and Bow restoration course and completed it in 2017. He studied violin restoration from Luca Baratto and Barthélemy Garnier and bow restoration from Emilio Slaviero and Lorenzo Lazzarato in addition he studied stringed instruments such as guitar and mandolin with Bob van de kerckhove.

After completing the course, he trained at the workshop of Alberto Giordano, who is also known as the manager of Cannone, and later he started working as a restoration manager at the workshop of Jens G Jhohanson in Cremona. He uses his experience in restoring old violins when making new instruments.

When making musical instruments he does not just imitate the old masters but thinks about what kind of musical instruments they would make if they possessed current tools and modern knowledge. He also makes his own varnishes, pigments and purfling etc. to create his ideal instrument.

He is interested in folk music as well as classical music, and he produces instruments from not only the violin family but also nyckelharpa, mandolin etc. in his own style using the technique of violin making.

He partecipates in workshops and competitions to interact with makers from all over the world. 
He got some good results on several international violin making competitions.

Web: Ryosuke Ito Violin Maker

Tetsu Suzuki, liutaio
Cremona / Tokio

Costruisce, ripara e vende violini, viole, violoncelli e contrabbassi. Nel 2011 apre un laboratorio a Cremona e dal 2012 insegna messa a punto di strumenti a corda presso la Scuola Internazionale di Liuteria come istruttore part-time per tre anni.

Ha tenuto anche dimostrazioni di costruzione di contrabbasso al Daikanyama Conservatory a Tokyo, alla "Chicago school of violin making" a Chicago, USA, e alla "David Gage string element" a New York nel 2019.

Web:  Tetsu Suzuki


Una passione per il contrabbasso nata suonandolo e sviluppatasi con l’idea di costruirli, per creare la propria professione. Per farlo ha scelto Cremona, capitale della liuteria in Italia e nel mondo dove Stradivari e Guarneri hanno creato il proprio mito.

A soli 28 anni Tetsu Suzuki si è spostato dal Giappone iscrivendosi alla Scuola di Liuteria di Cremona e per cinque anni, sotto la guida dei maestri liutai Wanna Zambelli, Alessandro Voltini e Claudio Amighetti, ha assimilato le conoscenze di un’arte antica. Un’arte che in Giappone è apprezzata e riconosciuta, a patto che l’artigianalità e la qualità cremonese non vengano tradite. 

Tetsu, una laurea in filosofia alla Nihon University e la vita pendolare tra le botteghe all'ombra del Torrazzo e Tokyo, fra altri premi e riconoscimenti del passato il 25 settembre 2024 al XVII Concorso Triennale Internazionale “Antonio Stradivari” di Cremona vince il terzo premio ex aequo nella sezione contrabbasso.

7f8b355e-44de-4755-8b78-baff835b45d0
b4eb1c84-f36b-451c-929b-d948ce81f88c

Alessandro Menta, liutaio
Cremona

 


Nasce a Cremona il primo Gennaio del 1981. 
Nel 1995 si iscrive alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona, dove si diploma nel 2000 sotto l’insegnamento dei Maestri Wanna Zambelli e Massimo Negroni.
Terminata la scuola, inizia la sua esperienza professionale nel laboratorio del Maestro Nicola Lazzari, a Casalbuttano,  bottega nella quale lavora per circa otto anni.
Diventato suo allievo, sotto la sua guida perfeziona lo stile e la tecnica costruttiva degli strumenti ad arco, ed è a stretto contatto col Maestro Giobatta Morassi, uno dei massimi esponenti della liuteria contemporanea, e a suo figlio Simeone; nella loro bottega ha l’opportunità di lavorare per un periodo, incrementando la sua esperienza professionale.
Si dedica in particolar modo alla costruzione di violini, viole e violoncelli seguendo i modelli classici cremonesi (Stradivari, Guarneri e Amati) e altri modelli tra i quali Ornati e Garimberti.
Utilizza legni e materiali di prima qualità e ben stagionati, prestando particolare attenzione alle qualità acustiche degli strumenti costruiti.
Utilizza una vernice di color arancio bruno con un sottofondo giallo dorato.
È iscritto all’ALI (Associazione Liutaria Italiana) e al Gruppo liutai e archettai professionisti, al Distretto  culturale di liuteria di Cremona e alla VSA (Violin Society of America).
Ha partecipato ad alcuni concorsi internazionali di liuteria.
Nel 2006 è finalista con un violino al VIOLINO ARVENZIS, 1° concorso internazionale di liuteria di Donly Kubìn in Slovacchia.
Nel 2008 apre un propio laboratorio in via Volturno 1b nel centro di Cremona.
Nel 2020 riceve il premio ALI al concorso internazionale di liuteria di Malta.

 

Nelle foto: il liutaio Alessandro Menta nel suo laboratorio in Cremona e, sotto, con l'allievo Hideaki Kotera (a sinistra).

Web: Menta violins

a7cf6837-8e49-4e15-8fed-eccc9736b92b
185025d2-200b-47fd-9fca-b9c9b33e8589

Martin Stoyanov, liutaio
Cremona

 

Martin Stoyanov nasce a Stara Zagora, Bulgaria, nel 1984. Dal 1999 al 2003 frequenta la «Scuola Nazionale di Arte e Design» di Kazanlak, dove si diploma in liuteria.
Nel 2008 consegue il diploma di liutaio alla Scuola Internazionale di Liuteria «Antonio Stradivari» di Cremona, dove perfeziona il suo stile e la tecnica di costruzione nella classe della Maestra Wanna Zambelli. Gli ultimi due anni di scuola studia l'arte del restauro di strumenti ad arco sotto la guida dei Maestri Alessandro Voltini e Claudio Amighetti.
Nel 2008-2009 lavora nel laboratorio privato del Maestro Fabio Volta, dove acquisisce ulteriore manualità e stile personale nella costruzione.
Nel gennaio del 2014, apre il proprio laboratorio di liuteria nel cuore del centro storico di Cremona in via Cavallotti 9. Il suo lavoro si concentra nella costruzione di strumenti ad arco (nuovi e antichizzati), verniciati con vernice a olio preparata personalmente.
Durante tutte le fasi di costruzione segue le antiche tradizioni cremonesi, con particolare attenzione alla  messa a punto e alla qualità del suono.
Tutti i suoi strumenti sono accompagnati da un certificato di autenticità che garantisce origine e caratteristiche funzionali.
Nel 2008 partecipa con un violino al 2° Concorso Internazionale di Liuteria ANLAI di Pisogne, dove vince la medaglia d'argento e un  Secondo posto con un altro violino.
Nel 2012 partecipa con un violino al 13° Concorso Internazionale di Liuteria «Triennale» di Cremona.
Nel 2014 partecipa con un violino al 7° Concorso Internazionale di Liuteria di Mittenwald.

 

Web: Martin Stoyanov

46a17a95-d922-45e4-82e8-461ae5d14366
7e95846e-57f6-4860-8eae-560ae58db5c9

Ricordi di colleghi

451a8af4-b93a-492c-857f-d4d9cd69fd52

David Segal, violin maker and restorer. New York City

Il collega liutaio David Segal nel quarto anno di frequenza della Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona (1971-1972). Da molti anni Segal vive e lavora a New York.

David Segal Violins, Ltd. offers a fine line of antique and modern instruments by many makers, including those made by David Segal. We also maintain a wide selection of bows by classical and modern makers in all price ranges.

Web: David Segal Violins

11f9355a-2c03-4be3-83f8-9b15a709e055

Claudio Amighetti, liutaio, restauratore ed esperto 
Cremona

Claudio Amighetti si è rivolto alla liuteria nel 1969 studiando alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona con il Maestro Pietro Sgarabotto, uno dei più grandi liutai del Novecento, con il quale ha lavorato per quattro anni; in seguito, si è specializzato nel restauro degli strumenti in alcuni laboratori francesi ed americani.
Infine, ha aperto un laboratorio di liuteria nella sua città, dove attualmente vive, lavora e dove per 40 anni, dal 1977 al 2017, ha insegnato restauro e stilistica presso la Scuola Internazionale di Liuteria. In seguito, e per 5 anni è stato insegnante a contratto presso l’Università di Musicologia di Cremona, nell'ambito del Dipartimento di Conservazione e Restauro dei Beni culturali.
I suoi strumenti sono presenti in tutto il mondo: dal Giappone agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna, alla Germania, ecc… ed ha restaurato strumenti di famosi costruttori come Antonio Stradivari o Giuseppe Guarneri del Gesù, di proprietà di affermati musicisti come Paul Tortelier, Felice Cusano, ecc...
Dal 1993 ad oggi ha pubblicato alcuni libri sulle quotazioni degli strumenti ad arco, venduti nelle aste di tutto il mondo (al momento sono ben dodici volumi) e attualmente cura un sito web sul medesimo argomento. Ha scritto anche molti saggi sulla storia della liuteria, partecipato a Comitati scientifici di varie mostre liutarie e nel 2020 ha pubblicato il volume The Piedmontese Violin Makers in the 17th and 18th Centuries, il primo libro mai pubblicato sulla storia degli antichi liutai piemontesi.
È stato invitato a tenere conferenze e seminari in molte parti del mondo, fra cui: Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Corea del Sud, Cuba, Finlandia, Francia, Guatemala, Messico, Norvegia, Portogallo, Romania, Russia, Singapore, Svizzera, Venezuela.
Tra i riconoscimenti ricevuti, cita quelli a lui più cari e che ricorda con più gioia:
1989: Nomina a restauratore di fiducia del Museo degli Strumenti Musicali di Milano.
1990: Nomina a docente del corso di Manutenzione degli strumenti alla Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo.
1993: Nomina a restauratore di fiducia del Museo Bardini di Firenze.
1997: Compilatore del nuovo catalogo del Museo degli Strumenti Musicali di Milano per il settore degli strumenti ad arco.
1999: Nomina a Consulente liutario per il film The Red Violin (Il violino rosso), vincitore di un premio Oscar.
2001: Nomina a Perito per le valutazioni degli strumenti dell'intera Orchestra Haydn di Bolzano.

Tratto daConservatorio Pollini

Alexander Krilov, violinista e liutaio
Cremona

b13d691c-3fa7-4927-8cac-5d915f0a186d

Alexander Krylov.Nato a Eisenach (Germania) nel 1948, si è diplomato in violino all'Accademia di Musica di Mosca. Nel 1973 ha conseguito il diploma di liutaio presso la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona (un anno dopo Wanna Zambelli), allievo di Pietro Sgarabotto, Francesco Bissolotti e GioBatta Morassi.
Amico di Wanna, con lei andava a pescare in riva al fiume Oglio, in quel di Volongo (Cremona), paese natale della Zambelli.

Vincitore di numerosi concorsi, è stato membro di giurie di concorsi liutari in URSS, in Cecoslovacchia e, nel 1985, a Cremona. Sino al 1982 è stato presidente del Consiglio liutario del Ministero della Cultura dell'URSS. Ha collaborato al catalogo della mostra di Cremona: Stradivari e i liutai cremonesi in URSS (1988). Ha formato in Russia una quindicina di allievi.

Dal 1985 si è trasferito definitivamente a Cremona, dove è deceduto nel 1999.
Il figlio Sergej Krilov è oggi unacclamato violinista e un direttore d'orchestra di fama internazionale.

Foto: © Archivio della Liuteria Cremonese

37ce8ebd-e674-4147-a793-db88ad098b0d

Wanna Zambelli e giovani colleghi

Wanna Zambelli con (da sinistra) i colleghi liutai Luciano BiniedEzio Scarpininel quarto anno di frequenza della Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona (1971-1972)

881b43c9-0ef7-43f0-bf90-69a7cb99d707

Fra allievi e colleghi

Wanna Zambelli (terza da destra) nel 1977 alla Scuola di Liuteria, con alcuni allievi e i maestri liutai Alceste BulfariPietro Sgarabotto e Francesco Bissolotti (terzo, quarto e settimo da sinistra)

13564ea9-e71d-4cf1-a6d5-ea80db5f03bf

Fra allievi e colleghi

I maestri Ezio Scarpini (primo da sinistra, in piedi), Giorgio Scolari (primo da sinistra, seduto) e Wanna Zambelli (prima da destra, seduta) con allievi della Scuola di Liuteria di Cremona al termine dell'anno scolastico 2001/2002

La mostra internazionale
in alcune delle 30 tappe dal 1980 al 1989

8fb6d6cf-d891-430d-9fed-c20d05ef7af9

Wanna Zambelli 
e la mostra «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese»


Fra i numerosi e più importanti progetti realizzati dall'Associazione Cremonese Liutai Artigiani Professionisti (Aclap), ai quali Wanna Zambelli ha fattivamente collaborato insieme agli altri liutai aderenti, è da annoverare la fortunata mostra in quattro sezioni 
«Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese», ideata dal maestro liutaio Francesco Bissolotti e presentata con grande successo in 30 città italiane e capitali straniere.

Nelle foto, dall'alto: 
Le prime due sezioni della mostra Aclap nell'allestimento presentato alla Mairie de Paris:

► «Dall'albero al violino» (due vedute)
«La bottega del liutaio»

Paris, Mairie du V Arrondissement, Salle des Fêtes, Place du Panthéon
28 settembre-20 ottobre 1981

102feccf-1e46-4388-abd1-d905a63b2844
7f02db72-de64-4ef5-8ddf-9682111b824d

Al Teatro alla Scala

Mostra al Teatro alla Scala
Milano, 7 maggio - 10 agosto 1980


Nelle foto: Copertina del catalogo, facciata del Teatro alla Scala e scorcio della prima sezione della
mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» presentata nel Ridotto dei Palchi del Teatro dal 7 maggio al 10 agosto 1980, con l’aggiunta di una straordinaria sezione, coordinata da Andrea Mosconi: «Otto capolavori della liuteria classica cremonese», strumenti antichi concessi dal Comune di Cremona e da collezionisti privati, fra i quali il dottor Enrico Costa di Genova.

Questi i violini esposti: Andrea Amati, ex Carlo IX di Francia, 1566 Cremona; Nicolò Amati, ex Hammerle, 1658 Cremona; Antonio Stradivari, ex F. Rivaz, 1707 Cremona;  Antonio Stradivari, ex Tivadar Nachéz, 1709 Cremona; Antonio Stradivari, «Cremonese», ex Joseph Joachim, 1715 Cremona; Giuseppe Guarneri detto del Gesù, ex Barone Knoop ed ex Barone Gutman, 1735 Cremona; Carlo Bergonzi, ex Mischa Piastro, 1739 Cremona; Giuseppe Ceruti, 1849 Cremona.

All'inaugurazione sono presenti il Sindaco di Milano Carlo Tognoli, il Sovrintendente del Teatro Carlo Maria Badini, il Sindaco Renzo Zaffanella e l’Assessore alla Cultura del Comune di Cremona Luigi Magnoli, l’Assessore alla Cultura della Provincia di Cremona Giuseppe Gargioni, autorità e numerosi appassionati del mondo dell’arte e della musica; oltre a una folta rappresentanza del giornalismo di settore e radiotelevisivo.

Questo il saluto del Sovrintendente del Teatro Carlo Maria Badini:

La liuteria classica cremonese, i suoi impareggiabili capolavori e il Teatro alla Scala. Un incontro non casuale, non frutto di occasione contingente. Un incontro, invece, voluto e trovato: punto di arrivo di anni di lavoro e di ricerca per un rapporto col territorio regionale, punto di partenza per una linea culturale di decentramento originale e ricca di potenzialità.

Un rapporto col territorio che, con questa esperienza, si fa dialettico, che è un dare ma anche un avere: il contribuire a valorizzare una tradizione locale, ma di valore internazionale, significa anche imparare a rendere ancora più importante il Teatro alla Scala.

Con queste parole l’architetto
Luigi Ferrari, collaboratore musicale del Teatro, introduce sul catalogo l’esposizione Aclap:

Il titolo che a questa mostra si è voluto dare propone in modo sintetico il fondamentale obiettivo di questo progetto: dimostrare come la liuteria classica non costituisca un semplice fenomeno storico di artigianato di alta classe – o addirittura elevatosi al livello dell’arte – ma rappresenti invece, in termini di elaborazione concettuale e teorica dei problemi di progettazione e di costruzione dello strumento, un’importante tappa nella storia scientifica del lavoro umano, strettamente collegata alle conquiste della ricerca del pensiero filosofico. Da questo punto di partenza, è nata nei promotori di «Liuteria classica: un metodo» la volontà di sottolineare, con una dettagliata illustrazione, l’essenza del procedimento attraverso il quale, ancora oggi, alcuni artigiani cremonesi producono, nella stretta osservanza delle regole classiche, splendidi oggetti di liuteria, che vivranno poi nelle mani di interpreti ed esecutori di tutto il mondo.

Le tre sezioni nelle quali la mostra si articola: «La bottega del liutaio», «Dall’albero al violino», «Otto capolavori», definiscono così un ideale percorso che dallo “spettacolo costruttivo” dell’opera artigianale risale sino alle radici della tradizione, presentando alcuni dei suoi esiti più mirabili. Ma ogni visitatore potrà leggere, tra le righe delle descrizioni tecniche o delle avventurose storie dei capolavori esposti, il vero segreto che permette alla scuola classica cremonese, da Amati a Stradivari, attraverso quattro secoli, la sua continua fioritura sino a oggi: è l’amore di questa gente padana per la terra e per i suoi frutti, le sue acque, i larghi spazi dell’orizzonte di pianura. Da tutto questo il violino nasce, come estrema e perfetta sintesi tra natura e intelligenza, tra esperienza vitale e intuizione creativa.


Progetto ideato da Angelo Dossena; hanno collaborato Sergio Escobar, Gregorio Sangiovanni, Angela Cauzzi ed Enrica Principe.

Mostra Aclap ideata dal maestro liutaio Francesco Bissolotti e realizzata con la collaborazione dei liutai Brenda Bork, Vincenzo Bissolotti, Wanna Zambelli, Claudio Amighetti, Luciano Bini.
Fotografie di Bruce Carlson, Ezio Quiresi, Giorgio Cè, Pietro Zonda.

Coordinamento generale Luigi Ferrari, organizzazione Franco Feroldi, curatela catalogo Giuseppe Tumminello, schede strumenti antichi Elia Santoro.

Nell'immagine di copertina del catalogo, edito dal Teatro alla Scala, su progetto grafico di Emilio Fioravanti, G&R Associati, Milano: disegno della forma del violino di Antonio Stradivari «Cremonese» 1715 inquadrato nella splendida incisione di Federica Galli «Abeti in Val di Genova».

d3a853f8-0a7a-495c-a6b1-7358ffc10891
f94fbee5-11b8-4a73-8280-3cfa36be48eb
2a6a91a8-bc9d-4771-ade6-6ba65480f513

All'Università di Urbino

Mostra all'Università di Urbino
Urbino, 16 luglio - 31 agosto 1981


Da quando è stata presentata al Teatro alla Scala, la mostra «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» diventa oggetto di numerose richieste in Italia e all’estero.

Dal 16 luglio al 31 agosto 1981 l’Aclap la allestisce nella sede dell’Istituto di Filosofia dell’Università degli Studi di Urbino su invito del Rettore Magnifico Carlo Bo, in collaborazione con la Fondazione «Carlo Levi» di Urbino. La mostra si articola nelle tradizionali sezioni itineranti e nell’esposizione di strumenti dei soci Aclap, con un corollario di quattro concerti serali dedicati esclusivamente agli strumenti ad arco.

Insieme a giornalisti e fotografi, all’inaugurazione intervengono le autorità dell’Ateneo urbinate e, per Cremona, i maestri liutai Francesco Bissolotti, Wanna Zambelli, Giorgio Cè e Claudio Amighetti, oltre al consulente culturale Aclap Giuseppe Tumminello e all'organizzatore Franco Feroldi.

Questa la presentazione sulla elegante sovraccoperta del catalogo ufficiale:

Il Catalogo della mostra che qui presentiamo, tranne alcune varianti, è il medesimo preparato per l’esposizione allestita al Teatro alla Scala nella primavera-estate 1980.
Le variazioni introdotte riguardano essenzialmente gli strumenti esposti nella terza sezione. A Milano, infatti, vennero presentati 8 strumenti antichi, appartenenti alla Scuola classica cremonese.
Per la mostra di Urbino ci si è invece riferiti agli strumenti «moderni» costruiti, secondo il sistema classico cremonese, dai liutai dell’Aclap (Associazione Cremonese Liutai Artigiani Professionisti).
L’esposizione si presenta articolata nelle seguenti tre sezioni: «Dall’albero al violino», che intende illustrare, attraverso una sequenza di pannelli con parti semilavorate e fotografie di animazione, le fasi essenziali del metodo classico di costruzione dello strumento; «La bottega del liutaio», che consta della ricostruzione fedele di una bottega artigiana vivente, animata cioè dalla presenza viva e dal lavoro del liutaio; ed infine, l’«Esposizione degli strumenti ad arco», ossia l’esposizione dei prodotti di lavoro dei liutai dell’Aclap.
Ci è particolarmente gradito ricordare e riproporre in questa mostra la memoria di Simone Fernando Sacconi, poiché alla figura del grande liutaio è legata certamente gran parte della rinascita dell’interesse verso il metodo classico da un punto di vista rigorosamente costruttivo, unitamente all’amore del lavoro e della creazione.

In occasione dell’apertura della mostra, Bissolotti, Zambelli e Feroldi vengono ospitati per due giorni nel nuovissimo e bellissimo Collegio «Il Colle». La realizzazione di questo primo collegio universitario, su commissione del rettore Carlo Bo, risale agli anni 1962-1966; la forma disegnata è quella di un corpo centrale sul belvedere (con portineria, sale di soggiorno/ricreative, ristorante, cucina, biblioteca, sala conferenze) e una serie di case studio indipendenti, inserite sulle terrazze digradanti del colle, collegate da rampe, scale e da percorsi paralleli alle curve di livello. In simultaneità poi si avvieranno i cantieri dei nuclei detti «Tridente» (1973-1980), «Aquilone-Serpentine» (1973-1981) e «Vela» (1973-1983), che apportano complessivamente 1.150 alloggi.

Posti su una collina coronata dall’antico convento dei Cappuccini a circa un chilometro dal centro storico di Urbino, i quattro collegi articolati in forma di città-campus per universitari vengono realizzati dall’architetto Giancarlo De Carlo tra il 1962 e il 1983. Considerato il suo progetto manifesto, è certamente uno degli esempi più rilevanti per l’architettura italiana degli anni Settanta.
Il Collegio del Colle è il primo esempio italiano di struttura universitaria sul modello del MIT di Boston, concepito nel 1947 da Alvar Aalto. De Carlo ha in mente uno spazio per studenti che non si limiti alla singola cella, con un chiaro riferimento alle celle dei monaci e al «Couvent Sainte-Marie de La Tourette» di Le Corbusier del 1959, ma che dialoghi con il paesaggio attraverso le finestre e gli ambienti intermedi per lo studio e la socializzazione.

Nel ricevere in rettorato e nel ringraziare i soci Aclap per aver portato a Urbino la mostra, Carlo Bo illustra sinteticamente la genesi dell’Ateneo. Il Duca Guidubaldo I da Montefeltro istituì nel 1506 il «Collegio dei Dottori». Nel 1566, Papa Pio IV concesse a questo Collegio la facoltà di laureare poeti, di creare dottori in diritto canonico e civile e di nominare notai. Dopo l’unità d’Italia, l’Ateneo assunse il nome di «Libera Università Provinciale» e nel 1923 diventò «Università Libera». Oggi la «Carlo Bo» conta numerosi Corsi di laurea nelle sue diverse Facoltà.

Nelle foto, dall'alto:
Città di Urbino
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo (uniurb.it)
Collegio universitario «Il Colle» (2024)

9c153dda-7a61-4337-93d6-713934de8313
816b5e83-6ce5-4cb7-b1de-2562690bea55
1a19c21c-f1dc-4576-80b7-c24e21bdfab8

A Parigi

Mostra alla Mairie de Paris
Parigi, 28 settembre - 20 ottobre 1981


Copertina del catalogo della mostra Aclap
«Lutherie classique: une méthode. Stradivari et l’école crémonaise» allestita dal 28 settembre al 20 ottobre 1981, in collaborazione con la Mairie de Paris / Direction des Affaires Culturelles, nelle splendide sale della Mairie de Paris / Comité des Fêtes du 5e Arron­dissement in Place du Panthéon 21, nel quartiere latino a due passi dall’Università Sorbonne.

Ad arricchire il significato e il valore della mostra, accanto ai pannelli Aclap «Dall'albero al violino» e alla «Bottega del liutaio» sono esposti il capolavoro di Antonio Stradivari «Cremonese» 1715 ex Joseph Joachim e la copia del violino intarsiato di Stradivari «Hellier» del 1679 realizzata dal grande maestro liutaio e restauratore Simone Fernando Sacconi.

Sono presenti all’inaugurazione, oltre a Jean Tibéri (Ancien Ministre, Député du 5e, Adjoint au Maire de Paris) e al maestro Francis Balagna, Segretario Generale dell’ADAC (Association pour le Développement de l’Animation Culturelle) e dell’AECV (Ateliers d’Expression Culturelle et de Voisinage) di Parigi, il Presidente Aclap Francesco Bissolotti, il Sindaco di Cremona Renzo Zaffanella, gli Assessori alla Cultura Archimede Cattaneo della Provincia e Luigi Magnoli del Comune di Cremona, il Segretario Generale della Provincia di Cremona Giovanni Gagliardi, Andrea Mosconi Conservatore dei Beni Liutari della Città di Cremona, il consulente culturale Aclap Giuseppe Tumminello, la maestra liutaia Wanna Zambelli, l'organizzatore Franco Feroldi e una nutrita rappresentanza di liutai, musicisti e giornalisti.

Sul catalogo, con queste parole Jean Tibéri presenta la manifestazione:

Dans le cadre de la politique culturelle mise en place par Jacques Chirac, Maire de Paris, la Mairie du 5e arrondissement a l’honneur d’acceuillir l’exposition «Lutherie classique: une méthode. Stradivari et l’école crémonaise».

Cette exposition permettra aux habitants du 5e et au public parisien dans son ensemble de découvrir l’art de la lutherie classique crémonaise et de contempler le prestigieux violon «Il Cremonese 1715» créé par Antonio Stradivari.

Nul doute que les Parisiens viendront très nombreux visiter cette exposition et participer ainsi à cet évènement exceptionnel que je suis particulièrement heureux d’acceuillir dans la salle des fêtes de la Mairie du 5e Arrondissement.

 

Così il Presidente Aclap Francesco Bissolotti – in italiano ma con traduzione in simultanea – illustra la mostra davanti ad un folto pubblico e alla stampa internazionale:

La signification de cette exposition, couronnement d’une période d’environ dix ans d’activités de l’ACLAP, peut se déduire immédiatement de son titre: «Lutherie classique: une méthode». En effet, nous avons voulu mettre au premier plan la méthode, c’est-à-dire le projet et le processus de travail, contrairement à l’habituelle présentation qui met au premier plan le violon comme objet.
Valoriser le projet signifie pour nous valoriser la tradition, c’est-à-dire le patrimoine d’idées et d’expérience conservé à travers elle. La redécouverte de la tradition classique devient pour nous avant tout la redécouverte de la creativité du travail du luthier. Et c’est justement le «travail du luthier», plus que la «lutherie», qui se place au centre de nos recherches.
Pour cela nous souhaitons que l’exposition, gràce à son caractère analytique et didactique, permette au visiteur d’entrer dans le vif de la construction du violon et, donc, dans le vif du travail ou procédé créatif.
La structure générale se présente articulée en trois parties: «De l’arbre au violon», «L’atelier du luthier», «Un chef-d’oeuvre de la lutherie classique crémonaise».
«De l’arbre au violon» veut illustrer, par une suite de panneaux présentant des pièces semi-finies et des photographies d’animation, les phases essentielles de la méthode classique de construction de l’instrument. Dans l’ensemble elle veut témoigner de la métamorphose, qui, gràce au travail du luthier, transforme un élément naturel comme le bois en oeuvre d’art, fruit de l’ingéniosité et du travail de l’homme. Dans la deuxième partie, «L’atelier du luthier», on propose au visiteur la reconstitution d’un atelier vivant, animé par la présence et le travail de l’artisan luthier, et integral dans ses éléments fondamentaux: l’établi, l’outillage et les ingrédients principaux pour la préparation des vernis. Puis, dans la troisième partie, est présenté le produit  final de tout le procédé de construction: le violon, représenté ici par le Stradivari «Cremonese 1715» ex Joachim, que la Mairie de Crémone, propriétaire de l’instrument, a aimablement mis à la disposition des organisateurs.
Nous devons justement rendre hommage à la Mairie et à l’Administration Provinciale de Crémone, qui ont encouragé et appuyé cette version française de l’exposition, témoignage de la sensibilité culturelle et de l’intéret croissant que ces organismes portent aux activités de notre association.
En conclusion de ces quelques notes, j’aimerais exprimer ma satisfaction personnelle et ma gratitude pour le travail qui a permis de réaliser cette initiative.
Je remercie surtout la Mairie de Paris et l’ADAC, particulièrement son directeur M. Francis Balagna, qui dès le début a compris l’intéret et l’importance de cette exposition.
Je remercie en outre les collaborateurs, les maîtres luthiers de l’ACLAP, tous ceux qui m’ont aidé dans la réalisation de l’exposition: surtout Brenda Bork, ainsi que Wanna Zambelli, Vincenzo Bissolotti, Bruce Carlson, Claudio Amighetti, Luciano Bini, Giorgio Cè. Je remercie aussi le Prof. Giuseppe Tumminello, qui m’a aidé à rédiger les légendes.
Enfin je remercie Franco Feroldi et Luise Scharnick pour la précieuse collaboration qu’ils ont apportée à l’organisation générale.

Al pranzo dopo l’inaugurazione, in un ristorante francese tipico, il gruppo italiano ha il piacere di incontrare il
cantautore Georges Moustaki, allora famoso anche in Italia e a lungo in testa alle classifiche con la canzone «Lo Straniero: metà pirata metà artista, un vagabondo musicista che ruba quasi quanto dà…» (titolo originale Le Métèque).

Nelle foto, dall'alto:
► Municipalité - Mairie du 5ᵉ (paris.fr)
► Copertina del catalogo della mostra «Lutherie classique: une méthode. Stradivari et l’école crémonaise»

b94fe102-de0f-4dbe-bc24-ca72f43f7313
f17c50bb-cb49-49b0-8b63-3b45eae3f4e0

Alla Triennale Internazionale di Cremona

Mostra alla III Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco 
Cremona, 9 - 18 ottobre 1982


Altra tappa della mostra «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» è nel Centro Culturale «Città di Cremona», in piazza Papa Giovanni XXIII, nell’ambito della III Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco, dal 9 al 18 ottobre 1982. Il catalogo a corredo viene proposto in edizione bilingue (italiano-inglese), col titolo: «Classical violinmaking: a method. Stradivari and the Cremonese school – 3rd International Triennial Exhibition of Stringed Intruments»

Questa la presentazione in catalogo del Presidente dell’Ente Triennale, ing. Massimiliano Basso Ricci:

 

Quale Presidente del nuovo Ente Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco, di recente costituzione, e pertanto quale massimo responsabile della nuova funzione istituzionale nei confronti della liuteria a Cremona, sono lieto di accogliere entro lo spazio rappresentativo e culturale della III Triennale la mostra ACLAP «Liuteria classica: un metodo». Questa accoglienza non deve apparire formale, poiché essa risponde all’esigenza di incontro tra il nuovo ruolo istituzionale inaugurato dall’Ente e la capacità di iniziativa e di proposta da parte delle associazioni professionali presenti ed operanti nel settore liutario. Questa sintesi può essere, infatti, garantita nel tempo soltanto da una rinnovata capacità istituzionale in grado di assicurare un quadro d’assieme e uno spazio sociale, cioè un contesto culturale coerente, che favorisca lo sviluppo delle attività realizzate dalle associazioni di base. Un incontro che si traduca pertanto nell’«offerta» di una nuova capacità imprenditoriale della istituzione cremonese rivolta alla corrispettiva capacità di iniziativa delle associazioni o, eventualmente, delle singole personalità rappresentative.
La mostra ACLAP «Liuteria classica: un metodo» è reduce, come è noto, da una serie di lusinghieri successi in campo nazionale ed internazionale. Essa, pertanto, non poteva mancare quale degna «introduzione» alla III Triennale degli Strumenti ad Arco rinnovata appunto nello spirito e nell’organizzazione. Ecco perché la risonanza e la rappresentatività che la mostra «Liuteria classica: un metodo» ha saputo riscuotere vuole testimoniare concretamente della qualità e della creatività del lavoro artigiano e, al tempo stesso, dell’orizzonte internazionale all’interno del quale si è oramai insediato questo straordinario artigianato artistico, assurto ai suoi più alti livelli proprio con la nascita del mondo moderno, nel secolo dei lumi.
Nel ringraziare, pertanto, gli ideatori ed i realizzatori di questa complessa opera di testimonianza della grande tradizione liutaria cremonese, mi è gradito sottolineare lo spirito di collaborazione che il nuovo Ente Triennale ha saputo istituire con l’ACLAP che per prima, fra le associazioni produttori, ha posto al centro del proprio impegno di ricerca e di lavoro la rivitalizzazione e il recupero critico di questa insigne tradizione.

 


Accanto alle tradizionali sezioni della mostra, per l’occasione viene proposta una sequenza di pannelli con fotografie delle principali fasi di restauro dello strumento ad arco, opera del liutaio-restauratore
Bruce Carlson, professionista americano altamente qualificato da anni operante in Cremona. La sequenza realizzata da Carlson è la rappresentazione visiva sintetica del suo quotidiano lavoro. Opera dello stesso Carlson è il restauro dello strumento classico presentato in mostra: la viola Antonio e Gerolamo Amati, Cremona 1597, gentilmente messa a disposizione dal Conservatorio di Musica «Giuseppe Verdi» di Milano.

 


Al riguardo così scrive Elia Santoro su «La Provincia» di Cremona del 13 ottobre 1982 in un articolo dal titolo «Una preziosa viola contralto in esposizione alla Triennale»:

 

(...) Uno dei motivi di meraviglia che attira il pubblico davanti alla bottega «ricostruita» è uno strumento conservato in una vetrina di cristallo che porta una firma prestigiosa: «Viola di Antonio e Gerolamo Amati, Cremona 1597». Poiché in Palazzo Comunale sono esposti sette strumenti costruiti da Andrea Amati, è facile immaginare la sorpresa del pubblico nel trovarsi davanti una viola costruita dai figli di Andrea, appunto Antonio e Gerolamo; Gerolamo sarà, a sua volta, il padre del celebre Niccolò Amati, vissuto contemporaneamente ad Antonio Stradivari.
Insomma uno strumento importante che è venuto a Cremona, straordinariamente concesso all’ACLAP, perché il recentissimo restauro è opera di un liutaio cremonese, specializzatosi da alcuni anni in questo affascinante settore del restauro degli strumenti ad arco. Questo maestro è Bruce Carlson (...). Vi ha lavorato per almeno cinque o sei mesi perché questa viola dei fratelli Amati si trovava praticamente abbandonata, assieme ad altri strumenti, nel Museo organologico del Conservatorio musicale «Giuseppe Verdi» di Milano.
È stata una iniziativa della professoressa Agostina Zecca Laterza, responsabile della Biblioteca del Conservatorio e conservatore del Museo dello stesso istituto milanese ad avviare un metodico e progressivo restauro degli strumenti conservati, grazie anche ai fondi elargiti dalla Fondazione Varzi. (…)
Non è stato facile per Bruce Carlson ricostruire la «storia» di questa viola che figurò, nel 1937, all’Esposizione internazionale di Cremona e figura, attualmente, anche nel catalogo del Conservatorio. A quanto sembra lo strumento si trovava già in Conservatorio all’inizio del XX secolo in una forma già ridotta precedentemente, forse nell’800. Originariamente era una viola tenore, poi trasformata in viola contralto per ragioni prettamente musicali. La sua forma è notevolmente rimpicciolita: dai 48 centimetri originali si è passati agli attuali 42,5. Lo strumento è molto bello ed elegante ed oggi può anche suonare. Si trova in rispettabile compagnia nel Museo dell’Istituto musicale. Infatti i compagni sono: una viola dei fratelli Grancino, un violino di Mantegazza 1774, un violoncello di Balestrieri di Mantova, diversi violini di Antonio e Giuseppe Testore, due Guadagnini del periodo torinese, un altro Guadagnini del periodo milanese 1757, un Carlo Landolfi 1751 ed altri.
Bruce Carlson parla con molta soddisfazione del suo lavoro di restauratore, mestiere difficilissimo e delicato, considerate la molta confusione che esiste in questa materia e le aberranti opinioni dei moderni «miracolisti». Carlson ha frequentato la scuola di Cremona, ma il mestiere lo ha appreso negli Stati Uniti dal maestro Hans Weisshaar di Los Angeles. Questi, a sua volta, è stato collega del compianto Fernando Sacconi con il quale ha lavorato per molti anni. Per completare le notizie si può dire che l’attuale primo premio per la viola (ndr: alla III Triennale), l’americano David Burgess, ha lavorato per molto tempo con Weisshaar e con Bruce Carlson. Insomma, la matrice è sempre Sacconi (…).
Bruce Carlson sta attualmente restaurando un violino Giuseppe Guarneri figlio di Andrea del 1689, un lavoro che dura da un paio d’anni. Tutti coloro (Charles Beare compreso, che ha fatto parte della Giuria internazionale) che hanno visto il restauro si sono complimentati con questo giovane, che spera di completare l’opera per portarla in visione a Genova durante le Celebrazioni dedicate a Niccolò Paganini.
La viola del Conservatorio di Milano resterà a Cremona fino alla fine della Triennale per incontrarsi, il 16 ottobre prossimo, con un altro grande strumento: il Paganini di Genova 1742. Gli appassionati e gli amatori hanno occasioni d’oro per venire a Cremona.

 


Alla III Triennale e alla mostra dell’Aclap dedica la copertina e ben quattro pagine la prestigiosa rivista specializzata inglese
«The Strad», attraverso un reportage della giornalista Anne Inglis (Vol. 93, Numero 1113 del gennaio 1983), con un’ampia descrizione delle sezioni e la riproduzione della copertina del catalogo della mostra Aclap «Classical Violinmaking: a method. Stradivari and the Cremonese school».

Nelle foto, dall'alto:
► Copertina del catalogo della mostra Aclap 
► Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco (foto di repertorio) © Auro Bernardi, Milano

5e80a571-4602-4eec-85bb-da631b6a1b57
fd690072-1ba0-4f49-b999-d1398e4b6e59
3dcb7b99-a897-41f0-9f2f-c146e5048875
53cae8c4-6dd5-48b3-a4f4-c6a11977b238

A Genova

Mostra al Museo Sant'Agostino
Genova,  29 ottobre - 15 dicembre 1982


Nella prima foto, dall'alto:
► Museo Sant'Agostino, chiostro
Photo © expedia.it

Nella seconda foto, dall'alto:
► I
l Presidente della Repubblica Sandro Pertini (al centro) inaugura la mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» nelle sale del Museo «Sant’Agostino» di Genova nell'ambito delle Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Niccolò Paganini.

Genova, 29 ottobre 1982: Pertini è arrivato in piazza Sarzano a passo svelto, ma come mette piede nel corridoio, che conduce alle sale paganiniane del Museo sant'Agostino, si ferma di botto. Gli sono a fianco la direttrice del Museo e il liutaio cremonese dell’Aclap Francesco Bissolotti.Pertini è davanti al primo pannello della mostra «Dall’albero al violino» e subito ricorda: «I cremonesi, in queste cose, sono veramente bravi». Poi prosegue e si informa sulle vernici, sui legni che vengono usati per costruire il violino. Bissolotti spiega, fra spintoni dei poliziotti che vengono da destra e da sinistra. Alla «bottega del liutaio» (dove è al lavoro la maestra liutaia Wanna Zambelli) una nuova sosta, questa volta più lunga perché, seduta su di uno sgabello l’americana Maya Randolph intona una canzone antica inglese sul suo liuto. Pertini sembra estasiato e all’intorno si fa silenzio assoluto, finché gli applausi rompono l’atmosfera. Pertini si avvicina alla cantante e le bacia affettuosamente la mano: "Lei è l’unico Presidente al mondo che mi ha fatto questo onore", dice l’artista molto emozionata.
Poi si prosegue, ma un’altra sosta, questa volta davanti alle vetrinette dei capolavori della liuteria cremonese esposti dall’industriale Enrico Costa: un Niccolò Amati del 1650, un Giovanni Paolo Maggini del 1620, un Francesco Ruggeri «Per» del 1692, un Camillo Camilli del 1747 e un Pietro Guarneri del 1749. Tutta la storia della liuteria cremonese (mancano gli Stradivari, ma il collezionista genovese ha dichiarato che sono ormai riposti nelle casseforti di una banca e non intende più mostrarli in pubblico). 
(Tratto da: Elia Santoro, «La Provincia, quotidiano di Cremona», 31 ottobre 1982).

Fra gli organizzatori cremonesi della mostra, oltre a Francesco Bissolotti, Wanna Zambelli e Franco Feroldi, va ricordata l'opera competente e appassionata del liutaio Luca Pasquetto.

Da sinistra nella terza foto dall'alto:
► La liutaia Wanna Zambelli, il collezionista genovese Enrico Costa (in primo piano), il maestro liutaio Francesco Bissolotti, l'Assessore alla Cultura della Provincia di Cremona Archimede Cattaneo e una Guardia Municipale.

5aa4d54c-86d1-41c7-80b1-6b6a9a68e8b8
b91b550a-77f8-4987-b737-ac7355dbfe82

A Saint-Étienne (Francia)

Mostra alla Mairie de Saint-Étienne
Saint-Étienne,  22-26 febbraio 1983


Nel sontuoso palazzo della Mairie de Saint-Étienne (Francia) il 22 febbraio 1983, nell’ambito della Saison Lyrique Municipale de la Ville de Saint-Étienne, è stata inaugurata la mostra Aclap «Lutherie classique: une méthode. Stradivari et l’école crémonaise», con l'esposizione del violino di Antonio Stradivari «Cremonese» 1715.

Come per le precedenti edizioni, è stato predisposto un catalogo ad hoc con l'ormai classica impaginazione offerta dal Teatro alla Scala.

Il 23 febbraio 1983 «La Tribune», il secondo giornale economico finanziario francese, ha dedicato alla mostra un ampio servizio  dal titolo: «La lutherie classique: une méthode – Quand la tradition est dépoussierée avec intelligence»Questo un estratto:

La mostra liutaria, con le sue tre sezioni, che grande interesse aveva suscitato a Genova nel corso delle Celebrazioni paganiniane, è andata infatti ad arricchire la Stagione Lirica Municipale di Saint-Ètienne. La Commissione Municipale del Teatro Lirico francese, presieduta dal sindaco Joseph Sanguedolce, ha voluto il mondo della liuteria classica cremonese fra le iniziative culturali della città nell'ambito di un gemellaggio lirico tra Cremona e Saint-Étienne, avvenuto all’insegna de I racconti di Hoffmann di Offenbach. L’edizione francese dell'opera, con il maestro Francis Balagna e il regista Giampaolo Zennaro, dopo la rappresentazione del 26 febbraio a Saint-Étienne è stata trasferita al Ponchielli il 15 e 16 marzo chiudendo la stagione cremonese.

Alla cerimonia di inaugurazione della mostra erano presenti le autorità di Saint-Étienne e, per parte italiana, il sindaco di Cremona Renzo Zaffanella, il maestro Andrea Mosconi conservatore dei violini, l’assessore alla cultura della Provincia di Cremona Archimede Cattaneo accompagnato dal consigliere provinciale Giuseppe Gargioni. A questo incontro hanno collaborato, dunque, i rispettivi enti locali, la stagione lirica municipale francese e l’Associazione Cremonese Liutai Artigiani Professionisti (Aclap), rappresentata dal maestro liutaio Francesco Bissolotti, dalla liutaia Wanna Zambelli e da Franco Feroldi, responsabile dell'organizzazione.

A l’occasion de la représentation de l’Opéra de Jacques Offenbach: «Les contes d’Hoffmann», et dans le cadre de la politique culturelle mise en piace par la municipalité et M. Ducarme directeur de la saison lyrique de Saint-Etienne, une exposition sur la «lutherie classique» se tiendra jusqu’au 26 février dans le grand hall de l’Hotel-de-Ville. Le public stéphanois pourra à cette occasion rencontrer d’authentiques luthiers qui dévoileront quelques secrets de fabrication des célèbres violons «Stradivarius», ou découvrir l’art de la lutherie Classique crémonaise et contempler le prestigieux violon «Il Cremonese» 1715 créé par Antonio Stradivari.

Lutherie classique: une méthode

La signification de cette exposition, couronnement d’une période de dix années d’activités de l’A.C.L.A.P. (association crémonaise luthiers artisans professionnels) se déduit immédiatement de son titre: «Lutherie Classique: une méthode». En effet, pour les luthiers organisateurs cette exposition est l’occasion de mettre au premier plan le projet et le processus de travail, contrairement à l’habituelle présentation qui met en avant le violon comme objet.
Pour Francesco Bissolotti, maître luthier, président de l’A.C.L.A.P., «valoriser le projet signifie valoriser la tradition, c’est-à-dire le patrimoine d’idées et d’expériences conservé à travers elle». La découverte de la tradition classique devient ainsi la redécouverte de la créativité du travail du luthier.

Et c’est justement ce travail plus que la «lutherie» qui est au coeur de cette exposition.

Grace à son caractère analytique et didactique, celle-ci permet en effet au visiteur d’entrer dans le vif de la construction du violon et donc dans le vif du proceed créatif. (…)

La lutherie comme fait culturel

Cette exposition qui tourne dans le monde entier est donc l’occasion, pour le public stéphanois, de découvrir la lutherie comme fait culturel, c’est-à-dire entièrement comme travail et non pas comme fait abstraitement technique ou évènement mystérieux.

Elle met en avant les rapports entre travail et créativité, mais aussi entre alchimie et travail, entre tradition et transmission, entre exécutant et instrument, entre public de la culture industrielle et produit culturel complexe.

Et enfin, elle pose en point d’interrogation la très souvent dramatique signification du travail de l’artisan et son atelier, dans le contexte culturelle de la société industrielle.
Une exposition à fouiller dans ses moindres recoins parce que riche d’enseignement et «intelligente».

Nelle foto, dall' alto:
La Mairie de Saint-Ètienne
Il celebre violino di Antonio Stradivari «Cremonase» 1715
© Cremona, Museo del Violino

b148228d-afd8-4884-bf62-04e4046a51d1
52bdee43-8438-41f4-84dc-9ffae9b3768d

Al Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Milano

Mostra al Conservatorio
«Giuseppe Verdi»
Milano, 12 - 30 maggio 1984

58db2304-3748-44d6-b7d0-374916e9857e


Come seconda tappa del progetto «L’uomo e il legno» sponsorizzato dalla Johnson Wax, dal 12 al 30 maggio 1984 al Conservatorio di Musica «Giuseppe Verdi» di Milano viene allestita la mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese», con catalogo bilingue (italiano/inglese).

La mostra, su richiesta della Direttrice della Biblioteca del Conservatorio professoressa Agostina Zecca Laterza, viene trasferita a Milano direttamente dalla sede della Johnson Wax di Arese, dove è stata presentata con vivo successo nella prima decade dello stesso mese di maggio nell’ambito del progetto «L’uomo e il legno» sponsorizzato dalla stessa ditta.

Un numeroso pubblico e tutti gli studenti del Conservatorio hanno così avuto la possibilità di conoscere le fasi essenziali della costruzione del violino secondo il metodo classico cremonese e di seguire, attenti e ammirati,
la liutaia al lavoro nella bottega: Wanna Zambelli.

Nelle foto, dall'alto:
► Conservatorio Giuseppe Verdi, Milano © consmilano.it
►  L'Auditorium Conservatorio G. Verdi di Milano – Archivio storico Tullio Serafin

c54c400f-23d5-4093-ab73-55ad6034e181

A Venezia

Mostra all'Ateneo di San Basso
Venezia,  piazzetta dei Leoncini
25 agosto - 30 settembre 1984

3d564c1c-adfc-45ba-ae7a-08d21982b5fa


Dal 25 agosto al 30 settembre 1984 la
mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» viene allestita nell’Ateneo di San Basso a Venezia, con ingresso dalla piazzetta dei Leoncini a sinistra della Basilica di San Marco, nell’ambito della manifestazione «Omaggio a Venezia – Violini a Venezia» promossa dal famoso violinista Uto Ughi e da Bruno Tosi, inventore del premio «Una vita per la musica», giornalista, critico musicale e operatore culturale di spicco.

Suona quasi profetico il nome di quel premio da lui inventato negli anni Settanta e diventato quasi un simbolo, che ha portato in laguna i più grandi musicisti del mondo. Bruno Tosi è scomparso a Venezia il 14 settembre 2012, all’età di 75 anni. E la sua vita l’ha spesa davvero per la musica. Un amore smisurato, coltivato fin da giovane. Franco Feroldi e la liutaia Wanna Zambelli hanno avuto l'opportunità di lavorare con lui all’allestimento della mostra Aclap all’Ateneo di San Basso e  conservano il ricordo della sua grande competenza anche in campo operistico (era un patito di Maria Callas) e del suo eccezionale dinamismo.


All’inaugurazione della mostra – insieme a Uto Ughi, Bruno Tosi e alle autorità cittadine di Venezia e Cremona – il maestro Francesco Bissolotti, il conservatore Andrea Mosconi, il professor Giuseppe Tumminello, Franco Feroldi e Wanna Zambelli hanno l’onore di salutare Mstislav Rostropovich, il grande violoncellista e direttore d’orchestra che in quei giorni è a Venezia per ricevere il Premio «Una vita per la musica», il riconoscimento che dalla fine degli anni Settanta ha portato nella città lagunare i più grandi musicisti del mondo per un tributo che può essere paragonato al Nobel.

Con competenza e passione, per un intero mese nell'Ateneo di San Basso i liutai Fausto Cacciatori e Luca Pasquetto hanno spiegato e dimostrato dal vivo ai numerosissimi visitatori della mostra l'arte della liuteria classica cremonese.

La chiesa Ateneo di San Basso fu costruita nel 1076 in onore di San Basso ed è una delle chiese più antiche di Venezia. Dopo gli incendi del 1105 e del 1661 la chiesa fu costruita nuovamente. L'eleganza semplice e classica ammirabile oggi è probabilmente da attribuire a Baldassarre Longhena, che lavorò a quel tempo alla Basilica di San Marco.

Nel XIX secolo la chiesa fu derubata del suo altare e delle sue decorazioni e negli anni a venire fu prima venduta ad un privato ed in seguito trasformata in un laboratorio per marmi e sculture.

Negli anni Cinquanta del ‘900 l'edificio fu ricostruito e adattato a sala per conferenze e il 25 marzo 1953 l'Ateneo di San Basso fu inaugurato da Angelo Giuseppe Roncalli, che in seguito sarebbe diventato Papa Giovanni XXIII. L'Ateneo di San Basso è oggi un'ex chiesa sconsacrata collocata nel cuore di Venezia, in piazzetta dei Leoncini, alla sinistra della Basilica di San Marco. Dalla sua riapertura (...) è considerato uno dei poli culturali più importanti della città. 
©  Virtuosi di Venezia - Orchestra da Camera di San Marco

Nelle foto, dall'alto:
► Venezia, Ateneo di San Basso
► Venezia, piazzetta dei Leoncini
► Uto Ughi © 
biografieonline.it

efcd5973-ad08-4262-ba92-c8c3f2906465
505f1139-b6ff-4bcf-8b1c-9758f668b71a

A Roma

Mostra alla Galleria della Scuola Capitolina di Arti Ornamentali
Roma,  15 dicembre 1984 - 15 febbraio 1985

Ben due mesi, dal 15 dicembre 1984 al 15 febbraio 1985, è rimasta aperta a Roma la mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» allestita alla Galleria della Scuola Capitolina di Arti Ornamentali in via San Giacomo, a due passi da via del Corso, nel cuore di Roma.

Decine di migliaia sono stati i visitatori, gran parte musicisti, amatori, liutai, appassionati e anche calciatori famosi come Paulo Roberto Falcão, che si è intrattenuto a lungo a colloquio con gli artigiani al lavoro nella «Bottega del liutaio». 
Oltre a Salvatore AccardoUto Ughi, presenti all’inaugurazione, fra i visitatori illustri ricordiamo Riccardo Brengola, Angelo Stefanato, Dino Asciolla e il celebre violinista e direttore d'orchestra Lorin Maazel, che ha ammirato la tecnica costruttiva dei grandi cremonesi del passato.


È stata un’esperienza esaltante vissuta in prima persona non soltanto dal maestro Francesco Bissolotti e dalla liutaia Wanna Zambelli, ma anche, sul piano più squisitamente culturale ed organizzativo, dal professor Giuseppe Tumminello e dal vicepresidente dell’Aclap Franco Feroldi. Inoltre, i liutai Fausto Cacciatori, Silvio Levaggi e Luca Pasquetto potrebbero raccontare mille e mille episodi che hanno vissuto rimanendo per molte ore a contatto con i visitatori.

Si può stimare che oltre cinquanta siano stati gli strumenti antichi, alcuni dei quali di gran pregio, portati appositamente alla mostra per essere visionati, valutati o addirittura riparati e restaurati. Sono stati presentati un violino Testore, un violino con la firma di Omobono Stradivari (una novità davvero importante per la Scuola classica cremonese poiché Cremona, dall’epoca dell’allontanamento dalla città, non ha più visto uno strumento firmato dal figlio di Antonio Stradivari) e alcune viole Maggini, tra le quali quella che è stata in possesso del violinista-violista Dino Asciolla.

Le occasioni uniche, insomma, non sono mancate per cui la bottega del liutaio, che doveva avere soltanto uno scopo dimostrativo, si è trasformata in una vera e propria bottega artigiana dove i liutai hanno lavorato incessantemente tanto da essere costretti a prolungare l’orario di chiusura dalle 19, come previsto, fino alle 23. Così al mattino si è stati costretti ad anticipare l’orario di apertura per poter soddisfare le esigenze delle scolaresche delle medie inferiori e superiori, di studenti universitari e di frequentatori del Conservatorio Santa Cecilia.

600fe151-778c-4bda-8bf8-97e1f23735da
8667f206-2697-47aa-a1ba-ca087354aff1.jpeg

A Pura (Lugano)

Mostra a Pura (Lugano)
1 - 30 aprile 1985


Nell’aprile del 1985, su invito di un imprenditore privato svizzero, «Liuteria classica un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» viene presentata nella splendida cornice di «Ca’ Mornée» a Pura, località nel distretto di Lugano in Canton Ticino.

Questa la presentazione dell’iniziativa sul risvolto della sovraccoperta del catalogo, a firma di
Arminio e Angelo Sciolli:

La Casa Mornée è un’antica dimora gentilizia nel cuore di Pura. Dopo il restauro, dall’estate del 1984, il signor Angelo Sciolli si è proposto di promuovere in maniera attiva la vita culturale dell’area e del vecchio nucleo di paese lanciando diverse manifestazioni, finora ricche di successo.
Con l’attuale esposizione – «Liuteria classica: un metodo» – gli organizzatori vogliono attirare l’attenzione, non più soltanto del pubblico delle immediate vicinanze, ma anche di oltre i confini.
I più calorosi ringraziamenti vanno al dott. Giorgio Ghiringhelli, Direttore Generale della Banca della Svizzera Italiana, per il suo benevolo interessamento, come anche al liutaio Martino Ruggia, di Pura e studente presso la Scuola cremonese, per il suo vivo aiuto.

           
Questo il testo pubblicato sulla stessa sovraccoperta per l’adattamento del catalogo alla speciale edizione svizzera della mostra:

Il Catalogo della mostra è il medesimo già predisposto per le precedenti edizioni di «Liuteria classica: un metodo», che hanno sino ad oggi riscosso un grande successo sia in Italia che all’estero: dal Teatro alla Scala, all’Università degli Studi di Urbino, al Comune di Parigi, alla 3a Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco di Cremona, al Comune di Genova, al Comune di Saint-Étienne in Francia, al Conservatorio di Musica «G. Verdi» di Milano, a Venezia, Pistoia, Roma.
L’edizione che viene presentata a Pura (Canton Ticino, Svizzera) assume un aspetto particolare per il contesto in cui essa si inserisce e la splendida dimora, «Ca’ Mornée», che la ospita. L’ambiente è quello di una storia antichissima che questa dimora testimonia in tutto il suo vetusto splendore. E il luogo e l’atmosfera sono quelli di un passato ricco di intimità e di bellezza che rappresenta il migliore contesto per comprendere uno dei più prestigiosi artigianati artistici ereditati dalla storia. È questo senso vivo del passato più antico e profondo, che appare fondersi felicemente fra oggetti e ambiente, mostra e contesto.
L’esposizione, realizzata per la parte tecnica dal maestro liutaio Francesco Bissolotti di Cremona con la collaborazione dei liutai Wanna Zambelli, Vincenzo Bissolotti, Fausto Cacciatori, Silvio Levaggi e Luca Pasquetto, si avvale dell’apporto culturale e manageriale di Giuseppe Tumminello e di Franco Feroldi, vice Presidente dell’Aclap.
La fusione di capacità tecniche e qualità culturali interdisciplinari fa di questa iniziativa un prodotto tecnicamente e culturalmente assai complesso e ricco di stimoli anche per il più vasto pubblico internazionale.

Angelo Sciolli, Consigliere Comunale di Pura e stimato imprenditore svizzero, ha invitato l’Aclap per  questa mostra su segnalazione del liutaio Martino Ruggia di Pura, fedele seguace del metodo classico di costruzione dei violini.

Con l'imprenditore, uomo affabile ma volitivo, Feroldi instaura da subito un ottimo rapporto e, nei giorni dell’allestimento della mostra, Sciolli lo guida nella visita di Pura e del circondario. L’incontro più straordinario è con il grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli, che a Pura ha il suo buen retiro. Poco distante da «Ca’ Mornée», una mattina Sciolli e Feroldi varcano la soglia dell’abitazione del maestro. Lui saluta con calore e, fra ricordi e rimpianti, Sciolli lo invita a visitare la mostra della liuteria cremonese: “Arturo, vieni a Ca’ Mornée, ci troverai l’anima di Stradivari!” Non risulta che sia venuto alla mostra, ma l’incontro ha lasciato un segno indelebile.

Nelle foto, dall'alto:
► Mostra «Liuteria classica: un metodo», sezione «La bottega del liutaio»
► Il grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli
© Simanaitis Says

934e4ce1-0676-48ee-90fb-e45b9bbca849
f219e1f9-fe62-4645-9029-036c6f505848

A Ginevra

Mostra al Grand Théâtre de Genève
Ginevra, 3 - 21 giugno 1987


Facciata del teatro e copertina del catalogo francese della mostra Aclap
«Lutherie classique: une méthode. Stradivari et l’école crémonaise»presentata al Grand Théâtre de Genèvedal 3 al 21 giugno 1987 con l'esposizione del violino di Antonio Stradivari «Cremonese» 1715, di alcuni Cimeli del Museo Stradivariano di Cremona (fra questi la forma «G» con la quale Antonio Stradivari ha costruito il «Cremonese» 1715 e il disegno in carta del piazzamento delle «ff») e di altri celebri strumenti antichi. Fra i capolavori della scuola classica cremonese è stato esposto anche un violino di Simone Fernando Sacconi di proprietà del famoso liutaio e restauratore ginevrino Pierre Vidoudez, intervenuto al vernissage.

In un vero e proprio gemellaggio culturale con Cremona, Ginevra si è mossa partecipando come se fosse una grande festa nazionale, con striscioni, manifesti e locandine per le vie della città. All’inaugurazione, avvenuta nel tardo pomeriggio del 3 giugno, erano presenti più di 2 mila persone, invitate dalla municipalità di Ginevra, dalla direzione del Théâtre e dagli amici della «Société Bancaire Julius Baern», che è stata generosissimo sponsor, orgogliosa di aver favorito questo avvenimento ritenuto fra i più importanti e qualificanti della vita culturale ginevrina.
Alla manifestazione ha aderito ufficialmente l’Ambasciatore italiano in Svizzera.

La presenza del «Cremonese» 1715 ha reso elettrizzante la seconda parte della cerimonia inaugurale, poiché i presenti hanno potuto partecipare a una vera e propria gara fra due Stradivari: il violino 1715 di Cremona e il «Colossus» 1716 che ha fatto parlare le cronache di quei giorni per la clamorosa asta tenutasi da Sotheby’s a Londra. Il suo proprietario, il violinista Luigi Alberto Bianchi, ha regalato un breve concerto suonando in successione il «Colossus» e il «Cremonese», in un confronto straordinariamente affascinante.

La possente voce del primo ha fatto una “riverenza” alla dolce voce del secondo. “Due prodigi della genialità di Stradivari”, hanno commentato in molti e tutti cercavano dagli esperti una spiegazione tecnica o scientifica. Così il maestro liutaio Francesco Bissolotti veniva tirato per mano a destra e a sinistra perché tutti volevano vedere il violino «Il Cremonese» da vicino, per poterlo anche solo accarezzare. Ma Andrea Mosconi, il conservatore del Comune di Cremona, non ha potuto concedere questo piacere: i violini si ascoltano e si ammirano a debita distanza.

Una preoccupazione quella della presenza del violino di Stradivari che ha impensierito non poco gli organizzatori ed in particolare Luciano Bastianini, responsabile «Itaca», ufficio di pubbliche relazioni internazionali. Si deve a lui, con immensa gratitudine, questo gemellaggio culturale tra Cremona e Ginevra, perché ha creduto fin dall’inizio al fascino di Stradivari. Come si deve alla Negroni, che era presente con Antonio Corvino, la sponsorizzazione delle celebrazioni stradivariane.

Non possiamo non ricordare i ginevrini che hanno lavorato per questo successo: Dominique Föllmi, consigliere di Stato e presidente del Dipartimento dell’istruzione pubblica del Cantone di Ginevra, il consigliere amministrativo della città di Ginevra René Emmenegger, il direttore del Grand Théâtre Hugues Gall, Jean Claude Delaude del «Cipr» di Ginevra, Claude Richoz direttore delle pubblicazioni «Sonor», il liutaio Pierre Vidoudez e Pierre Gerber restauratore svizzero.

Né vanno dimenticati gli organizzatori cremonesi della mostra, che hanno avuto un ruolo importante anche come guide: Luca Pasquetto, Sibille Fehr, Alessandra Pedota, Vincenzo Bissolotti e Roberto Poli, insieme a Francesco Bissolotti, Wanna Zambelli e Franco Feroldi. Ezio Quiresi è stato il fotografo ufficiale per parte italiana.

Questo il saluto di René Emmenegger, Conseiller administratif chargé du Département des Beaux-Arts et de la Culture de la Ville de Genève:

L’idée d’associer Genève à Crémone pour la célébration du 250ème anniversaire de la mort de Antonio Stradivarius nous a séduit d’emblée.
Quel cadre plus logique et prestigieux que celui de notre Grand Théàtre pour accueillir et admirer l’exposition «Stradivarius: de l’arbre au violon» enrichie d’outils, de dessins et surtout de l’une des plus célèbre oeuvre du Maitre luthier «Cremonese» 1715.
Genève confirme ainsi son immense intéret pour la musique en honorant des instruments qui la font vivre. Ceux d’hier tout autant que ceux d’aujourd’hui, car les artisans luthiers de Crémone perpétuent un art séculaire.
Avec nos remerciements à tous ceux qui ont collaboré à la réalisation de cette manifestation, tout particulièrement la Société Bancaire Julius Baer, nous formons le voeu que nos concitoyens et les visiteurs de l’exposition prennent plaisir à découvrir une tradition qui enrichira leur culture musicale.

Foto Teatro: © GTG/Carole Parodi

b0e393b5-af74-40fe-aa39-76ab3d629c2a
f34a5331-9a86-41ef-8487-56fda1e9a2d0

A Bastia (Corsica)

Mostra a Bastia (Corsica)
Ville de Bastia 
Centre  Culturel Municipal 
29 luglio - 5 agosto 1987 (prorogata al 31)


Su invito della Municipalità, nell'ambito del
1er Festival d'Art Lyrique de la Ville de Bastia, dal 29 luglio al 5 agosto 1987 (con proroga al 31 agosto) nella Sala «Napoléon» del Centro Culturale Comunale è stata allestita la mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» nelle tre sezioni: «Dall'albero al violino», «La bottega del liutaio» e «Restauro dello strumento».

Grazie anche all'insistenza di ambienti culturali e musicali di Bastia, con la mostra Aclap Cremona ha voluto essere presente nella città corsa per lanciare il messaggio stradivariano nell'anno del 250° anniversario della morte del sommo liutaio. La manifestazione ha avuto pieno successo ed ha goduto di un ricco corollario di concerti che hanno richiamato l’interesse di migliaia di turisti.

All'inaugurazione della mostra, oltre al Sindaco di Bastia e alle autorità cittadine, sono intervenuti il maestro liutaio Francesco Bissolotti e la liutaia Wanna Zambelli, altri liutai dell'Aclap e Franco Feroldi in veste di organizzatore.

Ospite d'eccezione il
maestro Fausto Regis, chiamato a Bastia a dirigere un'opera nell'ambito del Festival d'Art Lyrique. Già direttore del coro del Teatro Ponchielli di Cremona, Regis (venuto a mancare l'8 gennaio 2018) era il decano dei direttori di coro cremonesi, appartenente a quella generazione di fuoriclasse che aveva portato il nome di Cremona “città della musica” nei più importanti enti lirici del mondo, con professionalità, tenacia, scrupolosità artistica.

600f9390-3e60-4cf0-a403-e5a268c0b7c1

A Palazzo Isimbardi di Milano

Mostra a Palazzo Isimbardi
sede della Provincia di Milano
Milano, 9 - 20 ottobre 1987


Dal 9 al 20 ottobre 1987 Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, ospita la mostra Aclap 
«Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» nelle quattro sezioni: «Dall'albero al violino», «La bottega del liutaio», «Restauro dello strumento» e «I capolavori della liuteria classica cremonese», con l’esposizione di tre violini antichi: lo Stradivari 1715, l’Amati 1566 e il Guarneri del Gesù 1734 messi a disposizione dal Comune di Cremona.

Per presentare l'inziativa, fra numerose altre testate il 24 settembre 1987 il «Corriere della Sera» pubblica questo articolo di Luciano Visintin dal titolo «Il suono prezioso di quei violini», con l’occhiello «Concerto e mostra per Stradivari»:

Antonio Stradivari – anzi Antonius Stradivarius, come si firmava sui cartigli inseriti nella cassa armonica dei suoi strumenti –, il più grande dei maestri liutai, il “mago” cremonese che riuscì a piegare il legno di acero e di abete (in forma di violino) al più incantevole servizio della musica, sarà ricordato e onorato anche a Milano, in occasione del duecentocinquantesimo anniversario della sua morte.

È in programma una serie di manifestazioni, che sono state annunciate ieri mattina a Palazzo Isimbardi dai quattro enti promotori: la Provincia di Milano (rappresentata dal vicepresidente Gianni Mariani e dall’assessore alla Cultura Massimo Guarischi), il Comune di Cremona (il sindaco Renzo Zaffanella), la società del Quartetto (il consigliere Antonio Magnocavallo), la Scala (il direttore artistico Cesare Mazzonis).

Il “numero” più spettacolare è senz’altro costituito dal concerto – diretto da Salvatore Accardo – che si terrà domenica sera, 27 settembre, alla Scala. S’intitola semplicemente «Omaggio a Stradivari» e si articolerà su musiche di Vivaldi; l’evento eccezionale – si potrebbe dire addirittura storico – consiste nel fatto che gli strumenti usati dai concertisti, il celebre violinista Salvatore Accardo e altri illustri italiani e stranieri, saranno tutti Stradivari, tutti usciti tra il Seicento e il Settecento dalla famosa bottega del grande liutaio di Cremona.

Per «Le quattro stagioni» – il popolarissimo “pezzo” di Antonio Vivaldi – Accardo toccherà il vertice del preziosismo musicale, alternando per ciascuna stagione un diverso capolavoro di liuteria. Userà insomma quattro Stradivari. La acustica piermariniana suggellerà l’omaggio al cremonese.

Nel quadro delle manifestazioni spicca anche una mostra, che si terrà a Palazzo Isimbardi dal 9 al 20 ottobre. Sarà suddivisa in quattro parti, dai titoli già eloquenti in sé stessi: «Dall’albero al violino», «La bottega del liutaio», «Il restauro dello strumento», «I capolavori della liuteria classica cremonese». Questi ultimi saranno tre: un Amati del 1566, uno Stradivari del 1715 e un Guarneri del Gesù del 1734.

La mostra si sforzerà di far entrare il visitatore nel mondo un po’ misterioso – ancora vivo a Cremona – dei liutai, nelle loro botteghe senza tempo, entro le quali un piccolo segreto di fattura poteva e può diventare la chiave di un trionfo musicale.

A chiusura delle manifestazioni, il 20 ottobre, sarà presentato il libro «Antonius Stradivarius» di Elia Santoro (edito dalla Libreria del Convegno, Cremona) che cercherà di avvicinare i suoi lettori all’affascinante orbita del “pianeta violino”.

 

Questa è la presentazione, nel supplemento al catalogo della mostra, dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Massimo Guarischi:

«Omaggio a Stradivari» è un progetto nato da una comune attenzione per la musica e la liuteria che consente oggi alla Provincia, alla Società del Quartetto di Milano, al Teatro alla Scala ed al Comune di Cremona di celebrare in una metropoli internazionale quale la Milano della cultura e dell’arte un evento di grande portata: il 250° anniversario della morte (1737-1987) del principe dei liutai, quell’Antonio Stradivari che ha reso Cremona famosa nel mondo.

«Dalla liuteria alla musica» è il percorso ideale sotteso a questo nostro progetto, un progetto che richiamando a concerto al Teatro alla Scala alcuni dei capolavori più rappresentativi della grande liuteria classica stradivariana consentirà di materializzare, di rendere vivo e presente l’incontro fra strumento ad arco ed espressione musicale, fra liutaio costruttore e grande interprete.

Nel concerto del 27 settembre violini, viole e violoncelli di Stradivari, nelle mani di famosi solisti, ci riproporranno significato e valore della prestigiosa tradizione liutaria cremonese. Tradizione che, riscoperta e reinterpretata dal liutaio e restauratore Simone Fernando Sacconi, viene oggi continuata in Cremona da valenti artigiani, quali il maestro Francesco Bissolotti e la liutaia Wanna Zambelli, e dall’opera dell’Associazione Cremonese Liutai Artigiani Professionisti (ACLAP) che dall’insegnamento di Sacconi ha tratto la propria fonte di ispirazione originaria.

Ed è grazie alla collaborazione di questa privata Associazione, oltre che al fondamentale apporto della Municipalità Cremonese, se possiamo oggi presentare, a Palazzo Isimbardi, una mostra particolarissima che ci guiderà per mano attraverso le fasi essenziali del processo di costruzione dello strumento ad arco: dall’albero al violino. Artigiani al lavoro nella bottega del liutaio costruiranno dal vivo moderni violini ispirati ai canoni della tradizione classica, rappresentata in mostra da splendidi capolavori appartenenti alla Collezione del Comune di Cremona: l’Andrea Amati 1566 ex Carlo IX di Francia, lo Stradivari «Il Cremonese» 1715 ex Joachim ed il Guarneri del Gesù 1734 ex Zukerman.

Ma Stradivari, anzi Antonius Stradivarius come egli si “firmava” sui cartigli apposti all’interno degli strumenti, rivivrà anche nelle pagine della nuova ed avvincente biografia che lo studioso cremonese Elia Santoro ha recentemente dato alle stampe; opera la cui presentazione pubblica costituirà il terzo momento di questo nostro programma.
Lungi dall’agiografia e dalla esaltazione del mistero e del mito, ciò che si vuol proporre alla sensibilità culturale di tutti è lo Stradivari artigiano ed artista, questo mirabile uomo del suo tempo che ha saputo creare grandi strumenti per fare musica.

Il concerto 

«Omaggio a Stradivari»

 ha avuto come protagonisti, al Teatro alla Scala, Salvatore Accardo, Margaret Batjer, Sylvie Gazeau, Ida Levin, Victor Martin e Mariana Sirbu al violino, Alfonso Ghedin, Toby Hoffman alla viola, Rocco Filippini e Peter Wiley al violoncello, Franco Petracci al contrabbasso, Bruno Canino al clavicembalo, sotto la direzione dello stesso Accardo che ne «Le quattro stagioni» di Antonio Vivaldi ha usato quattro strumenti originali di Stradivari.


Nelle foto, dall'alto:

Palazzo Isimbardi, Milano


Copertina del catalogo della mostra Aclap

d60d63fd-c2d1-4e7e-923c-ca6beaa808fe
e3b82c8f-ee06-442a-8970-a48f9245dd4f
c1af393d-5d5c-4a56-9a73-14e8c25caeef

Alla Spezia

Mostra al Conservatorio
«Niccolò Paganini»

La Spezia, 6-19 novembre 1987


Copertina del catalogo della
mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» presentata al Conservatorio «Niccolò Paganini» della Spezia dal 6 al 19 novembre 1987, accompagnata dal prezioso violino di Antonio Stradivari «Cremonese» 1715 messo a disposizione dal Comune di Cremona.

Questa la presentazione di Gianluigi Burrafato, Assessore alla Cultura del Comune della Spezia, sul catalogo della mostra: 

È con legittima soddisfazione che presentiamo alla cittadinanza spezzina una mostra di grandissimo interesse e di prestigio internazionale.

Abbiamo voluto così recare anche noi il nostro contributo di omaggio e di partecipazione concreta all'anno stradivariano che sta per concludersi.

Spezia è una città giovane che, tuttavia, nutre una passione musicale sempre più ampia e qualificata, testimoniata dal costante incremento del pubblico agli avvenimenti concertistici. Ci è sembrato quindi giusto coronare con questa iniziativa un periodo che è stato ricco di importanti avvenimenti e di sempre più numerosi appuntamenti nella vita musicale.

La stessa scelta della Villa Marmori, affascinante sede del Conservatorio "N. Paganini" (la cui Direzione ringraziamo per la collaborazione offertaci), non è casuale: si è inteso ospitare in quella che è probabilmente la più bella dimora spezzina lo splendido "Cremonese" che il Comune di Cremona ci ha messo a disposizione.

La sede del Conservatorio, inoltre, come luogo di elezione della didattica e della pratica musicale, si presta magnificamente a ospitare il processo tangibile di costruzione del violino che sarà visibile nella "Bottega del liutaio".

L'esposizione si offre ai cittadini tutti ma, in particolare, ai giovani studenti e alle istituzioni scolastiche.

Mette appena conto di sottolineare che la mostra giunge nella nostra città dopo la permanenza a Milano e che successivamente verrà esposta a Washington: si tratta dunque di un avvenimento che ci inserisce nel più elevato circuito della cultura nazionale e internazionale.

Spezia, che si rivela sempre più come una comunità attentissima alle migliori proposte artistiche, si è ben meritata questa occasione: l'augurio, pertanto, che mi sento di fare è che il pubblico risponda con quell'entusiasmo e quella partecipazione che ha, negli ultimi tempi, saputo dimostrare.

 


Nelle foto, dall'alto:
La Spezia, Villa Marmori, sede dell'allora Conservatorio «Niccolò Paganini» oggi  intitolato a «Giacomo Puccini»
Copertina del catalogo della mostra Aclap

3a971ec6-3809-4b68-bb05-dd9e24809eed
30913756-2831-481d-aa2c-3c605b914fdd

A Bucarest

9f177e81-0c1b-42f7-90a6-16a113a14cd0

Mostra a Bucarest
Libreria Centrale  « Musica »
24 - 30 novembre 1987

Dal 24 al 30 novembre 1987 la mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese» viene presentata alla Libreria Centrale «Musica» nel cuore di Bucarest. L'iniziativa si inquadra nel più ampio programma delle Celebrazioni del 250° anniversario della morte di Antonio Stradivari (1737-1987) promosso dal Comune di Cremona.

Curano le tre sezioni della mostra («Dall'albero al violino», «La bottega del liutaio» e «Restauro dello strumento») i liutai e soci Aclap Claudio Amighetti e Luca Pasquetto, quotidianamente impegnati in dimostrazioni dal vivo e in spiegazioni tecniche e storiche ai numerosi visitatori.

Il clima culturale che si respira nei locali della mostra contrasta però ruvidamente con la cruda realtà esterna, dove è facile imbattersi in lunghe code di persone armate di sacchetti della spesa che aspettano pazientemente il loro turno per sperare di acquistare qualche patata o un trancio di pollo; spesso senza riuscirci, per repentino esaurimento della poca merce disponibile. Ci sono vetrine scintillanti di galline e conigli... di plastica. Insomma la povertà si tocca con mano. Oggi, per fortuna, la situazione è ben diversa.

Nella foto:
► Bucarest, Old Town
© Monica Suma / Lonely Planet
How to live like a local in Bucharest - Lonely Planet

281469a0-860f-49fe-8c19-a92709336f41

A Copenhagen

Mostra al Magasin du Nord 
Copenhagen, 14 settembre - 1° ottobre 1988

a1465cee-6962-4e9d-a5b8-77f20eb74b40


Copertina del catalogo inglese della
mostra Aclap «Classical violinmaking: a method. Stradivari and the Cremonese school» allestita dal 14 settembre al 1° ottobre 1988 nella sede centrale del «Magasin du Nord», nella vecchia Copenaghen, in una splendida sala in stile neoclassico, nell'ambito del progetto di promozione del prodotto e della cultura italiani «Avanti Italia», manifestazione che a Copenaghen e nelle sedi del «Magasin du Nord» sparse per la Danimarca ha focalizzato l’attenzione dei danesi sull’Italia e sulle sue espressioni più prestigiose in campo commerciale, culturale, artistico e turistico.

Alla presenza del presidente e dei dirigenti centrali del «Magasin du Nord», dell’Ambasciatore italiano marchese Alessandro Cortese de Bosis, del sindaco di Cremona Renzo Zaffanella (invitato ufficiale), del direttore dell’Istituto italiano di cultura in Danimarca, della direttrice dell’Istituto nazionale italiano per il Commercio estero, del presidente dell’Aclap Francesco Bissolotti e del vicepresidente Franco Feroldi, dei liutai Wanna Zambelli e Annamaria Menta e altri soci dell'Aclap, di Rosanna Feroldi nonché di esponenti del mondo culturale danese, alle ore 18 del 13 settembre la mostra è stata inaugurata con un affollato concerto per violino eseguito su un eccezionale strumento classico cremonese.

La manifestazione ha avuto il patrocinio e il sostegno ufficiali dell’Ambasciata d’Italia, dell’Istituto italiano di cultura, dell’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice), dell’Alitalia e dell’Olivetti.

A Vienna

cc127b6f-adb3-4778-9189-934d3752dbf9

Mostra alla San Paolo Bank
Vienna, 21-27 ottobre 1989

Copertina del catalogo inglese della mostra Aclap «Classical violinmaking: a method. Stradivari and the Cremonese school» allestita nel cuore di Vienna, nella sede della Sanpaolo Bank Wien, dal 21 al 27 ottobre 1989, in collaborazione con il Comune di Vienna, il Comune, la Provincia e l'Ente Triennale Internazionale Strumenti ad Arco di Cremona.

Il 60° compleanno del grande violoncellista

91e644e3-1a09-4d6c-86a7-bc05f284db96


Omaggio a Mstislav Rostropovich


Nella suggestiva cornice di Villa Albergati a Zola Predosa (Bologna)
per il
60° compleanno del grande violoncellista


Concerto di
Rostropovich in trio con Anne-Sophie Mutter (violino) e Bruno Giuranna (viola)

nell'ambito della prestigiosa rassegna «Bologna Festival ‘87» dedicata al violino


Presenti il Sindaco di Cremona e il
violino Stradivari Cremonese 1715,

che è stato esposto alla mostra Aclap «Liuteria classica: un metodo. Stradivari e la Scuola cremonese»

allestita nella Galleria d'Arte Moderna al Palazzo dei Congressi di Bologna

Nelle foto dal'alto:
Villa Albergati a Zola Predosa. © Bologna Welcome
 Mstislav Leopol’dovič Rostropovič (Baku, 27 marzo 1927 – Mosca, 27 aprile 2007)
con il violoncello di Antonio Stradivari Duport 1711. Foto: © Getty Images

f0402c2f-2ee3-46bb-81e1-03e3a8bb6a61

Dalla liuteria alla musica

314cb3cc-1a71-41d5-a5dd-0db7bc95bc5d

Wanna Zambelli
e il violoncellista Rocco Filippini


"Quasi certamente il mio miglior violoncello l’ho fatto nel 1984 per il maestro Filippini; aveva visto un mio strumento, gli era piaciuto, allora è venuto, abbiamo scelto il legno insieme e lui ha seguito tutte le fasi di lavoro. C’è voluto parecchio tempo per costruirlo, però è venuto bene e lui è rimasto molto soddisfatto. Certo, lui ha uno Stradivari (il Gore Booth del 1710)..."  

(Wanna Zambelli, da L'albero dei violini nel volume «Donne che lavorano con il cuore» di Laura Pazzaglia, Reggio Emilia, Aliberti 2004). 

Nelle foto, dall'alto:
► Il maestro Rocco Filippini
Foto © 2009 Cosimo Filippini, Milano
► Particolare del violoncello costruito da Wanna Zambelli nel 1984 per il famoso concertista svizzero Rocco Filippini. Foto © 1984 Mino Boiocchi, Cremona

e3db4c5c-a79b-4a13-9d61-0ed878fb3048

Il Lindsay String Quartet e gli strumenti moderni

b45bb5c7-d9aa-4a9d-8c7d-6ef1bd81ebf0

Strumenti antichi e moderni in concerto con il  Lindsay String Quartet


In collaborazione fra l'Associazione Teatrale Pistoiese e l'Associazione Cremonese dei Liutai Artigiani Professionisti, il 2 aprile 1985 al
Teatro Comunale «Alessandro Manzoni» di Pistoia si è tenuto un eccezionale concerto del Lindsay String Quartet: il quartetto ha suonato con tre strumenti di Stradivari e un violoncello di Ruggeri e con violini e viola di Francesco Bissolotti e violoncello di Wanna Zambelli per dimostrare la continuità, nel tempo e nella qualità, della scuola classica cremonese.

Il Lindsay String Quartet è un celebre ensemble con un forte legame iniziale con la Keele University (Regno Unito), fondata nel 1949 da Alexander Dunlop Lindsay, Lord Lindsay of Birker. Nel 1965 formano un quartetto alla Royal Academy of Music di Londra e, nel 1967, vengono nominati Leverhulme Fellows alla Keele, dove onorano l'Università e il suo fondatore adottando il nome Lindsay String Quartet - in seguito The Lindsays. 
Web: Lindsay String Quartet

Come da programma, i due quartetti di 
Beethoven e Mendelssohn sono stati eseguiti su strumenti antichi (violini e viola Stradivari e violoncello Ruggeri); mentre il quartetto di Haydn su strumenti moderni costruiti dai maestri liutai cremonesi Francesco Bissolotti (violini e viola) e Wanna Zambelli (cello).

Nelle foto, dall'alto: 
► Il Lindsay String Quartet con gli strumenti antichi in  dotazione

►  Il Lindsay String Quartet (formazione 1985) in concerto a Pistoia con strumenti di Bissolotti e Zambelli
► Il programma del concerto al Teatro Manzoni

ec156cfa-923b-423f-bda5-06e8f13b70b9
b13e35b3-a912-4352-ba1d-a4faa3b0fac8

La liuteria classica cremonese bene immateriale UNESCO
Il sapere e saper fare raccontato dai liutai

e126bb27-d9d0-4e71-95d5-9a6fcb81f808

Le parole dei liutai

Il sapere e il saper fare cremonese raccontato dai liutai

Essere a Cremona
Il contributo della maestra liutaia

Wanna Zambelli (video-intervista)

di Fulvia Caruso

Il volume è edito da:
Cremonabooks, dicembre 2022

Una entusiasmante avventura

cea3ab00-9f5e-4294-abed-71269bf19cca
a5a09dca-f3c3-4061-80d4-2b292f1c4cb7

Cremona
e la sua liuteria classica


A Vienna l'ultima tappa di una esaltante esperienza internazionale per presentare la tradizione musicale della città di Stradivari


di Franco Feroldi

«Artigianato e Piccola Impresa»
Periodico bimestrale del Comitato Regionale Lombardo della CNA. Milano, dicembre 1989

► La liutaia Wanna Zambelli e il maestro liutaio Francesco Bissolotti. Cremona, 1980

► Il maestro Bissolotti (detto "Bisso"), con dedica autografa a Wanna Zambelli. Foto: © 1989 Arturo Capitano, Cremona

Da sinistra nella foto: il maestro Bissolotti, Wanna Zambelli e la liutaia americana Brenda Bork a Volongo (CR) nell'estate del 1978

Da sinistra nella foto: la liutaia americana Brenda Bork e il maestro Bissolotti a Volongo (CR) nell'estate del 1978

Nelle foto (dall'alto):

1770df11-5207-49d8-82c4-fa5e9f085d72
01abc19e-5e12-4633-8ff2-32a630ec04cd

In Stradivari's footsteps
Sulle orme di Stradivari

09e54215-1210-4269-9017-b68e63fde93e


by
Claudio Gallico
Professor of History of Music and Director of the Institute of Musicology at the University of Parma

Nella primavera del 1984, la liuteria classica cremonese, con un ottimo articolo firmato dal
musicologo Claudio Gallico, ha avuto un posto d’onore nell’eccezionale rivista internazionale «Made in Italy», una lussuosa pubblicazione stampata, in lingua inglese, per la Società «The Made In» inc., consociata del Gruppo italo-americano «Fideurart Publishing Group» con sedi a Roma e New York.
Il primo numero della rivista è stato presentato ufficialmente a New York il 25 ottobre 1983 nell’ambito di una grande mostra di Valentino. Dato lo strepitoso successo del primo numero, il secondo, quello contenente il saggio di Gallico sulla liuteria classica cremonese, dal titolo «In Stradivari's footsteps», è stato stampato in centinaia di migliaia di copie e distribuito in tutto il mondo, seguendo canali selezionati.
Una rivista, dunque, di grandissimo prestigio. Cremona è stata collocata al centro della pubblicazione sotto il titolo «Sulle orme di Stradivari» e accanto alla piazza del Comune con la Cattedrale (nella foto in basso) vi appaiono le fotografie dei violini e delle botteghe dei maestri liutai Francesco Bissolotti e Wanna Zambelli.
Il fotoservizio è firmato dai fotografi cremonesi Mino Boiocchi e Giorgio Carboni. Sono otto pagine, tutte a colori, e dieci fotografie che, parlando di Cremona e della liuteria, hanno fatto il giro del mondo.

L’articolo di Gallico si apre con queste parole: «Presentare Cremona al mondo significa offrire l’immagine che costituisce la sua carta d’identità più prestigiosa e più conosciuta: l’immagine di città liutaria della grande tradizione classica cremonese, divenuta ormai tappa d’obbligo nei circuiti del turismo internazionale. La liuteria classica cremonese è quella che nasce coi nomi prestigiosi degli Amati, degli Stradivari e dei Guarneri, ma che affonda le sue radici lontano nel tempo, forse nella stessa cultura della maestosa porta orientale d’Europa: Venezia».

Nelle foto, dall'alto:
► La rivista internazionale «Made in Italy», Roma / New York, Spring 1984
► Cremona, Cattedrale e Battistero

1d75e720-d313-4a9c-9fe8-44a9ef8b7091
777f1604-49a6-4289-bfe0-b0c18538e192

«Nella fabbrica di Stradivari»


«Le Città della Musica / Cremona, dove i celebri violini si continuano a costruire come nel Settecento»

di
Ettore Mo

inviato speciale del Corriere della Sera

Cremona, 24 maggio 1987

Nella foto: Ettore Mo
© casadeigiornalisti.it

0c49188b-5ea2-4467-9427-d6f7d66cbf83

«Cremona: un marchio Doc sui violini per “rispettare” il grande Stradivari»

«Gli artigiani cremonesi difendono i loro prodotti da contraffazioni e speculazioni»


di Beppe Gualazzini
i
nviato speciale de «Il Giornale»

Cremona, 30 maggio 1986

Nelle foto, dall'alto: 
Beppe Gualazzini © Notizie Vasto
► Gualazzini (a destra) col direttore Indro Montanelli nella redazione de «Il Giornale»
Foto © Beppe Gualazzini Facebook 13 ottobre 2014

e00ddbf7-e449-4397-8198-38f0405a2f20

Il concorso

729fe51b-1f44-4658-a039-c5d47c4f1c16


Omaggio a Stradivari

Un violino
per un concerto


Premio Speciale
Giovani Professionisti


Concorso promosso dalla
Confederazione Nazionale dell'Artigianato

 


Cremona
Febbraio-settembre 1988

Wanna Zambelli: gli inizi

339948cd-6d45-4f8a-83c4-c061a3fba386
9b6ac991-c4ad-4da7-8cb2-54cc94a255d7
44b62488-f062-44ac-9518-bacf32b0f9a8
fcdb2fd6-d0be-48f8-9ae8-b92cd0c9f53f

Correva l'anno 1968...


Wanna Zambelli (prima da sinistra, di spalle, nella prima foto in alto) alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona nella originaria sede del Palazzo dell'Arte (anno scolastico 1968/1969). Il palazzo oggi ospita il prestigioso Museo del Violino con l'Auditorium «Giovanni Arvedi».

Alla Scuola di Liuteria Wanna ha incontrato per la prima volta il grande liutaio, restauratore, studioso ed esperto italo-americano Simone Fernando Sacconi del quale Cremona, nel 2023, ha celebrato il 50° anniversario della scomparsa.

Nel voluminoso libro «Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi», pubblicato dall'Aclap di Cremona e presentato alla Library of Congress di Washington DC il 17 dicembre 1985, Wanna ricorda:

"Ho visto per la prima volta Simone Fernando Sacconi nel 1968, alla Scuola di Liuteria di Cremona, dove allora frequentavo il primo anno di corso. Me lo ricordo attorniato dai pochi allievi della Scuola (eravamo una decina in tutto) incuriositi e attentissimi alle sue spiegazioni. Già molto prima del suo arrivo, si era creato un clima di grande attesa, come se la sua visita fosse un evento eccezionale. E mi chiedevo chi fosse mai questo grande esperto, che veniva dall’America con la fama di aver riparato tantissimi strumenti antichi. Avrei voluto parlargli, ma essendo solo agli inizi, del tutto inesperta e timorosa, non ne ho avuto il coraggio.

Con lui ho parlato invece in occasione di una sua successiva visita alla Scuola, nel 1971; ricordo che passando fra i banchi da lavoro si fermò anche al mio, guardò con interesse il violoncello che stavo costruendo e mi diede preziosi suggerimenti.

Dopo di allora l’ho incontrato nella bottega del maestro liutaio Francesco Bissolotti, dove, terminata la Scuola, ho perfezionato la mia preparazione negli anni dal 1972 al 1975. Ed è stato appunto tra l’estate e l’autunno del 1972 che ho avuto la possibilità di conoscere Sacconi, di apprendere da lui soprattutto quel grande amore per la liuteria che ancor oggi è per me una ragione di vita.

Me lo ricordo al banco da lavoro intento, con Bissolotti, alla costruzione di un violino ispirato al modello dello Stradivari «Cremonese» 1715, costantemente attorniato da persone che lo assillavano con domande e con richieste di chiarimenti e pareri. Stava preparando in quei mesi il suo libro «I ‘segreti’ di Stradivari» e chi lo aiutava nella stesura veniva quasi ogni giorno da lui.

Era così indaffarato che dopo qualche tempo, per poter lavorare con più calma e maggiore concentrazione, al pomeriggio cominciò a venire in laboratorio prima dell’orario previsto, quando ancora non c’era nessuno, tranne me che, arrivando ogni mattina da fuori Cremona, passavo l’intervallo appunto nel laboratorio, con qualche panino. È stato in quei momenti soprat­tutto che ho avuto modo di imparare da lui. Gli parlavo con natura­lezza, sicura che avrebbe capito al volo il significato delle mie domande, anche le più rozze e imprecise, sicura che avrebbe soddi­sfatto le mie curiosità, anche le più sciocche.

La sua affabilità, la sua grande disponibilità (e di tempo ne aveva pochissimo!) mi facevano superare la naturale ritrosia, il carattere chiuso e scontroso che, a detta di tanti, faceva allora di me un soggetto difficile da trattare.

Con Sacconi riuscivo a comunicare con immediatezza, senza timori; parlava con me, che in fondo ero l’ultima arrivata, come se parlasse con un suo collega o con un famoso violinista; mi spiegava le cose con semplicità, con una chiarezza che me le rendeva quasi ovvie. Ho capito più tardi che, oltre che un grande liutaio, era innanzitutto un grande uomo.

Ciò che mi colpiva in lui era anche quel suo interesse smisurato, quella sua mania per Stradivari, una sorta di fanatismo. Una cosa che trovavo strana – e di cui soltanto più tardi ho potuto sperimentare l’importanza – era il fatto che, durante la lavorazione del «Cremonese», Sacconi costruisse appositamente e usasse ferri ed attrezzi uguali a quelli a suo tempo utilizzati da Stradivari. Perché, mi chiedevo, dal momento che gli utensili che usavamo allora da Bissolotti sembravano più moderni? Mi sono poi resa conto che in effetti, anche se apparentemente più rozzi di quelli moderni, quei ferri erano più funzionali, più pratici, soprattutto se si volevano ottenere determinati risultati.

Un giorno, insieme a Bissolotti e Andrea Mosconi, andammo in ospedale – dove lui assisteva la moglie Teresita, che vi era ricoverata – portando una tavola di violino nella quale avremmo dovuto praticare i buchi delle «ff» di riso­nanza (gli occhi delle «ff») sperimentando l’uso di piccoli attrezzi che Sacconi stesso aveva realizzato sulla falsariga di quelli di Stradivari. Nessuno voleva provare per paura di rovinare la tavola e così lui, dopo avermi spiegato esattamente il procedimento, disse a me di fare il primo buco, anche perché, essendo la meno esperta, avrei avuto minore responsabilità. L’operazione riuscì a meraviglia.

Oltre alla costruzione di attrezzi, nel laboratorio di Bissolotti, e con il suo aiuto, Sacconi aveva anche iniziato la preparazione di una nuova vernice, che voleva simile a quella di Stradivari e il cui procedimento ha poi minuziosamente descritto nel suo libro; era costantemente alla ricerca di sostanze naturali, di resine introvabili, era una sperimentazione continua. E mi parlava di liuteria anche mentre alcune volte lo accompagnavo, con la mia Fiat 500, a trovare Teresita all’ospedale. Ricordo che all’inizio era un po’ una tragedia, perché lui non si fidava affatto di salire su una macchina così piccola, che avrebbe potuto incastrarsi in qualsiasi buco. Ma poi, per necessità, ha dovuto rischiare e non l’ho mai sentito lamentarsi dell’autista.

Ero affascinata dal suo grande amore per gli strumenti antichi. Li amava più di qualsiasi altra cosa; quando li prendeva in mano sembrava quasi che li accarezzasse, eppure li maneggiava normalmente, anche con una certa forza. Parlava degli strumenti chiamandoli per nome, come se fossero persone, e ne ricordava tutti i particolari, aveva una memoria incredibile. Diceva che avrebbe voluto scrivere un libro anche sul restauro, nel quale spiegare tutte le sue tecniche perfezionate per anni presso la Casa Herrmann e poi da Wurlitzer
(ndr: grandi case di restauro a New York); purtroppo, non ne ha avuto il tempo.

Avrebbe voluto che io andassi con lui in America a imparare il restauro, ma mi sentivo allora troppo inesperta e insicura, m’ero convinta che non sarei mai riuscita a dimostrarmi all’altezza della stima che aveva per me. Ho rinunciato per timore di deluderlo, ma anche perché forse mi sentivo più attratta dalla costruzione degli strumenti nuovi, pur comprendendo quanto emozionante po­tesse essere il lavoro del restauratore.

Le ricerche condotte da Sacconi, i suoi esperimenti sulle ver­nici – cui ho assistito nel laboratorio di Bissolotti – le sue spiegazioni tecniche anche di fatti particolarissimi o apparentemente insignificanti mi hanno fatto capire come dopo Stradivari si siano andati via via complicando, a scapito della qualità, procedimenti e sostanze che erano originariamente semplici e naturali; ed è appunto quella semplicità e quella qualità che Sacconi, nella vastità delle sue conoscenze ed esperienze, ha voluto recuperare.

Sacconi non è stato in senso stretto il mio maestro, ma i mesi che ho trascorso con lui e il grande amore per la liuteria che ha saputo trasmettermi mi faranno per sempre rimpiangere di non essere stata più a lungo sua allieva."


Nelle foto in bianco e nero:

► Wanna Zambelli alla Scuola di Liuteria. Nella quarta foto dall'alto, sullo sfondo il maestro liutaio Pietro Sgarabotto. Nella sesta foto dall'alto, Wanna intenta alla rifinitura a rasiera della testa di uno strumento. Nell'ottava foto, il maestro Pietro Sgarabotto, insegnante di esercitazioni pratiche di liuteria. Il maestro Francesco Bissolotti è stato invece insegnante di intaglio.


Nelle foto a colori (dall'alto):

► Una giovane Wanna Zambelli a Volongo (Cremona), suo paese natale

► Cremona, Museo del Violino, Palazzo dell'Arte, piazza Guglielmo Marconi 5

Cremona, Museo del Violino: il celebre violino di Antonio Stradivari «Cremonese» 1715
Photo © 2023 Luca Valcarenghi, Cremona

► Cremona, Museo del Violino: lo «Scrigno dei Tesori». 
Photo © 2024 Rosanna Feroldi, Milano

► Cremona, Auditorium «Giovanni Arvedi»

► Cremona, Auditorium «Giovanni Arvedi» (particolare)

©  Museo del Violino Cremona
©  2023 Auro Bernardi, Milano (ultima fotografia in basso)

8d9a5bcd-f127-4425-9347-dd49959eee3c
ebbe2aa8-d99a-4283-bcf3-8aceaa32b1ac
96ee8cae-e6a9-4d74-9550-6df04463820a
0975a0f1-d02d-46b9-a695-fbb0822ce608
7249d731-72bd-491d-a628-054da4d1af63
9d9e53f2-22d2-4433-8132-ce1dba577803
4a9d2b51-f2b0-41e1-a567-d59ad1c4b76f.jpeg
3cc466f7-c3eb-44e5-a653-bfb037728dae
fe85dc3b-de36-4f1a-9901-d7f73714f599
2f396023-5f29-4349-a433-95f920cf6b36
88096c42-abac-4a7c-b124-4ad64481b4b0

Apprendistato a bottega

e6ea343b-d5d6-44c7-8fd4-d0b307d8307a

Wanna Zambelli 
e il maestro liutaio Francesco Bissolotti

Wanna Zambelli ha insegnato Liuteria dal novembre 1974 al giugno 2018 alla Scuola di Liuteria di Cremona, (International Violin making School), ora Istituto di Istruzione Superiore «Antonio Stradivari»

La sua è una professione affermata e apprezzata a livello internazionale. Dopo aver conseguito il diploma nel 1972 presso la Scuola di Liuteria (prima donna a diplomarsi liutaia in Italia, e terza in Europa), ha lavorato per lungo tempo nella bottega del maestro Francesco Bissolotti di Cremona, dove ha avuto la possibilità di conoscere e di perfezionare la propria preparazione, per lunghi mesi nel 1972, con uno dei più grandi liutai e restauratori del Novecento, da anni purtroppo scomparso: il maestro italo-americano Simone Fernando Sacconi. Gli insegnamenti e i consigli di questo artigiano-artista le hanno permesso di entrare appieno nei segreti del metodo costruttivo artigianale e di farne proprio il linguaggio espressivo.

Un apprendistato duro, certamente, ma dai risvolti affascinanti, che l’ha portata a innamorarsi della liuteria e a esprimersi ad altissimo livello nel suo lavoro. Con il metodo classico cremonese (la «forma interna») ha costruito violini, viole, violoncelli ispirandosi ai modelli dei grandi maestri: Stradivari, Guarneri del Gesù, Gasparo da Salò, Carlo Testore e Camillo Camilli.

Nelle foto, dall'alto: 
► L'altana della bottega del maestro Francesco Bissolotti a Cremona. Photo © 1985 Ezio Quiresi, Cremona
► Suggestioni dalla bottega del maestro Bissolotti. Photo © 1986 e 1989 Mino Boiocchi, Cremona

1e545930-9201-4172-91ae-b4c0981550ce
5f6e8a00-c50a-4590-bec0-bba3c06262db

Il premio Sacconi

4224f996-4cc0-4f2b-843d-725e775c2f2d

Wanna Zambelli
riceve il Premio «Simone Fernando Sacconi»

La liutaia Wanna Zambelli riceve dal Sindaco di Cremona Emilio Zanoni la medaglia d’oro con targa del Premio «Simone Fernando Sacconi» alla V Biennale Nazionale degli Strumenti ad Arco

Cremona, 21 settembre 1973

Foto © 1973 Archivio Wanna Zambelli, Cremona

Interviste e testimonianze

211bf54d-aedd-4876-a6da-8b75079b0b73

Interviste e testimonianze

Interviews and testimonies

DONNE CHE LAVORANO CON IL CUORE
L'ALBERO DEI VIOLINI

DI LAURA PAZZAGLIA
738913.svg
WANNA ZAMBELLI
UNA VITA FRA I VIOLINI

A LIFE AMONG THE VIOLINS
760511.svg
IN RICORDO DEL GRANDE LIUTAIO E RESTAURATORE SIMONE FERNANDO SACCONI
IN MEMORY OF THE GREAT VIOLINMAKER AND RESTORER SIMONE FERNANDO SACCONI
851359.svg
be5034d4-74f0-4b91-ad6d-b6ea83cad40e
5abc9411-58fd-49fd-96f2-5713a4becf0f
edb6dfcb-ba6a-4e89-ab3d-8d9c7d5c1ce2
460b87a7-2ad3-4465-b905-0b6a31be0559

Viola Wanna Zambelli 1980

Da 45 anni lo strumento è in tournée in Europa imbracciato da una famosa violista tedesca

WANNA ZAMBELLI - DONNE CHE LAVORANO CON IL CUORE

DI LAURA PAZZAGLIA
374295.svg
5bde258f-de1f-4a0b-94f2-b976d5123064
L'INTERVISTA

Donne che lavorano
con il cuore
L'albero dei violini

Incontro con Wanna Zambelli, maestra liutaia  e insegnante di liuteria a Cremona


di Laura Pazzaglia

Nella foto:
La copertina del libro.

WANNA ZAMBELLI
UNA VITA FRA I VIOLINI / A LIFE AMONG THE VIOLINS
621345.svg
38237ae5-1f65-4f1b-8d9d-3a3501da35c1
BIOGRAFIA

Wanna Zambelli
Una vita fra i violini


Nelle foto, dall'alto:  

►Catalogo della mostra 
«La Gentil Impresa» promossa dalla CNA della Lombardia. Cremona, Palazzo Cittanova, novembre 1989

► Wanna Zambelli - Viola 1989 Foto © Ezio Quiresi, Cremona


 
Italian / English

9ab6ab13-f9f3-476b-bffd-4e7543d6d484
50f5228e-f181-42b1-a21d-9ce269875a2f
1de17c59-1484-4a13-bef9-0bd6058e6f5a
4f6f1244-0dd5-48d8-be54-f7653bf988d8
afbce556-d2f2-45c5-9814-60184eb53a89
266e3b13-ec5b-42fc-a6ef-0dc5ceccf951
40d27e40-1fc8-43be-8358-a7854fa63d21

Wanna Zambelli

Al lavoro nella sua bottega. Cremona, 1989

7813414d-ae2a-4a28-bb71-928a375de7a4

Wanna Zambelli


Liutaia a Cremona

Perfezionatasi nella bottega del maestro liutaio Francesco Bissolotti, sulla base dell'insegnamento del grande liutaio, restauratore ed esperto internazionale Simone Fernando Sacconi, la Zambelli, prima donna liutaia italiana, rappresenta oggi in Cremona uno degli sviluppi più maturi della moderna liuteria di qualità ispirata ai canoni della tradizione classica cremonese degli Amati, dei Guarneri e di Stradivari.

Violin-maker in Cremona

Having perfected herself in the workshop of the master Francesco Bissolottii, on the basis of the teaching of Simone Fernando Sacconi, a great violin-maker, restorer and international expert, Zambelli, the first Italian woman violin-maker, today in Cremona represents one of the more mature developments of the modern quality violin-making inspired by the canons of the classical Cremonese tradition of the Amati's, Guarneri's and Stradivarius's.

Photo © 1974 Ishii Takashi, Cremona

bb105eb5-e18d-46e2-98bf-d890d98cb302

Wanna Zambelli e il nonno Domenico, chitarrista e contadino 

Wanna e il nonno paterno nell'orto di famiglia a Volongo, paesino in riva al fiume Oglio in provincia di Cremona. Domenico, deceduto alla veneranda età di 95 anni, è stato sempre un punto di riferimento importante per Wanna.

Da giovanissimo aveva iniziato lo studio del violino, precocemente abbandonato in favore della chitarra che suonava in complessi musicali della zona e del genis (flicorno contralto) col quale si esibiva orgoglioso nella banda del paese: insomma, un singolare esempio di contadino-musicista, oltre che un appassionato lettore dell'unico quotidiano al quale qualche anima buona gli aveva regalato l'abbonamento: il Corriere della Sera. 

67984459-b791-4da1-8ad1-d52a45a6606a
VIOLINO WANNA ZAMBELLI
CREMONA 1981
203904.svg
c8ecd3ef-f970-4faf-b7f0-ccf70ae370d8
30e451ad-2412-4e44-912b-b8b971406df0
6d3284e3-fbab-4192-a76d-e856a234da87
1a11cf6f-c382-4f32-9ea8-04f6965c290d
1eec9d94-126d-4b9c-a49b-3516f3ceeac5
fe902ca6-5207-41fd-8fb0-5df9d8e99175


BBC National Orchestra and Chorus of Wales


Beverley Wescott, violin

Beverley Wescott: "Il mio violino, che ha 41 anni, è stato realizzato per me da Wanna Zambelli, maestra alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona e prima liutaia italiana"
Nell'ultima foto: Beverley Wescott saluta la Pincipessa Diana dopo un concerto

40ce2739-1ee9-4bb8-a068-e47d9f9cfa47

Liuteria cremonese
Maestri: Wanna Zambelli


Progettazione, coordinamento scientifico e regia: 
Fulvia Caruso


Audiovisivo
Cremona, febbraio 2022
Progettazione audiovisiva: Lorenzo Pizzi - Terra d'ombra

Collaboratori alle riprese: Alessandro Paolicelli e Giorgia TamboloniRealizzato nell'ambito del progetto R.E.I.L. - Registro delle Eredità Immateriali della Lombardia / INTANGIBLE SEARCHArchivio di Etnografia e Storia Sociale - Regione Lombardia

Comune di Cremona

Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali di Cremona

dell'Università di Pavia

Nella foto: viola Wanna Zambelli 1989

3c1e2408-9a1a-49af-8dc6-88ca0305671f

Simone Fernando Sacconi


L'UOMO E IL MAESTRO 
NELLE TESTIMONIANZE DEI PIÙ GRANDI LIUTAI, ESPERTI E MUSICISTI 
CHE LO 
HANNO CONOSCIUTO

Dal libro «Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»
Italian / English

ACLAP: Cremona 1985

Nella foto: 
Il maestro Sacconi al banco da lavoro nel suo laboratorio privato a Point Lookout, Long Island, New York, 1948
Immagine tratta dal libro


In ricordo di Simone Fernando Sacconi
nel 50° anniversario della morte



Lo scorso giugno abbiamo celebrato nel Museo del Violino a Cremona il 50° anniversario della morte del grande liutaio, restauratore, ricercatore ed esperto Simone Fernando Sacconi (Point Lookout, Long Island, NY, 26 giugno 1973), uno dei massimi esponenti della liuteria del Novecento.

 


Fra altre iniziative per onorare la memoria del Maestro (Simone Fernando Sacconi), è parso appropriato riproporre in un sito web a lui dedicato (www.simonefernandosacconi.it) alcuni brani tratti dal libro in italiano-inglese «Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi», dato alle stampe dall'Aclap di Cremona nel 1985 e presentato il 17 dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington D.C.

In questa corposa pubblicazione internazionale, ideata e promossa dai maestri liutai Francesco Bissolotti e Wanna Zambelli di Cremona, si sono raccolte le testimonianze di tanti che nel mondo – grandi liutai, restauratori di strumenti antichi, esperti, famosi musicisti, collezionisti e studiosi – hanno conosciuto o lavorato con Sacconi.

L'importanza e il valore storico dei singoli contributi hanno indotto a rispettare con assoluto rigore l'integrità dei testi originali, nella loro varietà di stili, intonazioni e forme di espressione. Si sono così salvaguardate la spontaneità e la ricchezza del sentire di ognuno; qualità che hanno fatto di quest'opera un omaggio prezioso dei grandi di ieri e di oggi al grande Maestro e alla sua arte.

********

Sono stati lo straordinario affetto per gli strumenti e la comprensione per gli artisti con cui era amico che hanno fatto di Fernando Sacconi un individuo unico e che l’hanno fatto considerare dai professionisti di tutto il mondo l’uomo numero uno a cui rivolgersi per un giudizio finale.
Creò il metro col quale tutti gli altri furono misurati, e ci sono moltissimi liutai e violinisti che debbono le loro carriere e le loro conoscenze alla sua generosità. E così la sua memoria continua a vivere dentro tutti noi.
[Isaac Stern, New York, 19 febbraio 1984]


Non v'è alcun dubbio che Simone Fernando Sacconi fu un grandissimo liutaio e qualsiasi restauro fatto da lui fu, in sé, un capolavoro.
La sua sensibilità e la sua ammirazione per i magnifici strumenti che passavano per le sue mani erano segnate da un rispetto profondo. Come studiava e misurava i grandi Stradivari, Amati e Guarneri! Divenne una «storia d'amore».
(...) I musicisti di oggi hanno nei confronti di Simone Fernando Sacconi un enorme debito di gratitudine.

[Leonard Rose, New York, 19 gennaio 1984]


La mente indagatrice di (...) Sacconi ha esplorato tutto ciò che aveva a che fare con violini e archi, ed egli è diventato celebre sia come costruttore di nuovi strumenti, sia come esperto, restauratore e maestro nella messa a punto degli esemplari antichi più pregiati.
Molti dei suoi più intimi amici e dei suoi clienti più stimati sono ormai anch’essi scomparsi, ma dai racconti dei musicisti che hanno con cortesia contribuito a questo libro emerge la figura di un liutaio loro dedito e del tutto qualificato a servire i loro bisogni.
Dalle testimonianze dei liutai il lettore non soltanto comprenderà l’eccezionale stima che si aveva per il Maestro Sacconi, ma intuirà anche qualcosa della sua grandezza come insegnante e della sua amabile generosità nel trasmettere il sapere che aveva con tanta fatica accumulato.

[Charles Beare, Londra, 4 luglio 1985]


Conobbi Sacconi per la prima volta nel 1937 a Cremona, e più tardi lo stesso anno a New York, dove dirigeva la bottega di Emil Herrmann. In quell'occasione gli mostrai un violino ancora senza vernice per averne un suo giudizio e dei consigli. Da allora gli feci regolari visite finché divenni dipendente di Emil Herrmann.
Da quel momento in poi, lavorando a tempo pieno con Sacconi, ebbi l'eccezionale opportunità di rimanere sotto la sua guida fino al 1947, quando mi trasferii a Los Angeles e mi misi in proprio. Non mi soffermerò su degli aneddoti, ma citerò quelli che ritengo siano i più importanti e mirabili contributi che quest'uomo rinascimentale ha dato alla nostra arte e alla nostra professione.

Innanzitutto, aveva una destrezza stupefacente in tutte le fasi dell'intaglio del legno, tanto da collocarlo fra i migliori mai esistiti. Inoltre, sapeva disegnare e ritoccare come un pittore e, soprattutto, conosceva a fondo i grandi liutai classici italiani dei secoli XVI, XVII e XVIII e aveva gradualmente acquisito – attraverso la sua quasi fanatica dedizione e operosità – un vasto sapere generale e un gusto raffinato.
T
utti questi doni sviluppati in modo meraviglioso si accompagnarono a una fantasia artistica che gli permise di inventare nuove e sofisticate tecniche di riparazione, che insegnò a quegli allievi che realmente lavorarono con lui. Fu un vero pioniere in questo campo e il risultato della sua attività didattica fu un innalzamento del livello della liuteria e del restauro negli Stati Uniti, al punto che quel livello è ancor oggi insuperato.
I suoi colleghi hanno continuato la sua opera sia qui che in Europa. Per quanto riguarda la ricerca, nessuno prima di Sacconi ha eguagliato lo zelo con cui lui studiò il lavoro dei liutai classici italiani. Lo studio veramente minuzioso di circa i due terzi dell'opera di Stradivari gli permise di pubblicare il suo così prezioso libro: «I 'Segreti' di Stradivari». Nacque in lui anche un grande interesse per lo studio dei materiali usati dai liutai classici, e le sue scoperte riguardanti i materiali per la filettatura usati dai diversi liutai e nelle diverse scuole furono fedelmente catalogate e ampliate da Dario D'Attili, che di Sacconi fu senza dubbio l'allievo più devoto, l'assistente e il collaboratore di più lunga durata (35 anni).
Mi è stato chiesto in che modo Sacconi abbia influenzato il mio lavoro. La risposta è: "In tutti i modi." Mi ha aiutato a capire e ad apprezzare la grande tradizione classica italiana. 

[Hans Weisshaar, Los Angeles, 21 marzo 1984]


Sacconi era l’oracolo per noi violinisti. Quando ci si incontrava tra colleghi e ci si chiedeva questo violino cos’è, cosa non è, la prima domanda era: “Sacconi l’ha visto? Cosa dice Sacconi?” Lui era l’ultima parola, era il vangelo, e non solo per noi, ma anche per tutti i suoi colleghi, e questo è anche più importante, perché di colleghi straordinari ce ne sono, però per tutti loro – soprattutto quando si parlava di Stradivari – era Sacconi che aveva l’ultima parola; c’era quindi questa enorme considerazione, veramente enorme; sia tra i miei che fra i suoi colleghi era un po’ una specie di mito, Sacconi era un mito.
E voglio ricordarlo così, come un grande faro, quasi un riferimento obbligato per musicisti e liutai.
Un grandissimo esperto ed un grande uomo, di una straordinaria umanità.

[Salvatore Accardo, Cremona, 7 ottobre 1983]


Simone Fernando Sacconi era un artigiano che attraverso un incessante lavoro
ha portato la sua arte tanto vicino alla perfezione quanto solo la passione per il mestiere permette. Fedele, modesto nonostante la sua grande reputazione e la sua sapienza, e con la sua sensibilità latina, si può dire di lui con W. Shakespeare: «Gli elementi erano così amalgamati in lui che la Natura potrebbe alzarsi e dire al mondo intero: "Questo era un uomo!"»

[Pierre Vidoudez, Ginevra, 1° luglio 1983]


Il contributo fondamentale di Fernando Sacconi nel campo della musica e della liuteria è quello di essere stato una specie di ponte fra Cremona e tutti i liutai moderni, perché lui non diceva che si devono copiare i cremonesi – questo non è possibile – ma che si deve approfittare della bellissima esperienza del passato, che si devono ricercare le possibilità del futuro e che, nel presente, si devono miscelare le due possibilità, i due elementi.
Per Sacconi la liuteria era semplicemente una forma di vita. [Henryk Szeryng, Principato di Monaco, 24 giugno 1985]

Farei torto a Sacconi se non riferissi della grande stima e dell'altissima considerazione che si avevano di lui nell'ambiente musicale. Era conosciuto da tutti, da Menuhin a Stern, a Francescatti, Brengola, Gulli, Accardo, Zukerman, Perlman, ecc. e da tutti era ritenuto il grande luminare, il grande professionista sia nel restauro che nella montatura degli strumenti antichi.
Proverbiale era la sua capacità di riparare, riportandoli a nuova vita, grandi capolavori del passato, con una abilità manuale straordinaria che era frutto sia della sua enorme esperienza che della sua eccezionale sensibilità e del suo grande amore per la creatività del proprio lavoro.

E riproporre oggi la figura di Sacconi credo equivalga innanzitutto a riproporre, nel contesto della nostra moderna società industriale, il valore centrale della creatività del lavoro, valore che ritengo debba accomunare tanto l'opera del liutaio quanto l'arte del violinista.
[Uto Ughi, Venezia, 17 febbraio 1985]


Ho conosciuto Simone Fernando Sacconi una ventina di anni fa, in occasione del mio primo giro di concerti in America, quando il Maestro era ancora da Wurlitzer alla 42a Strada. Sono stato subito affascinato dalla straordinaria personalità umana e professionale di Simone Sacconi, dalla conoscenza incredibile della liuteria antica e dalla bravura eccelsa nella creazione e nel restauro. [Franco Gulli, Bloomington, Indiana, 5 luglio 1983]


Ho una fotografia di Sacconi nella mia bottega, appesa dietro di me mentre lavoro. Lo chiamo il mio angelo protettore; lo so che sembra sciocco, ma io ho come delle conversazioni con lui, specialmente quando sono in difficoltà e gli dico qual è il mio problema.
In qualche modo sento che, con lui là, posso risolvere meglio il problema: è come avere una spalla su cui appoggiarsi. Se qualcosa va storto, mi giro e do la colpa a lui, poi penso a cosa lui avrebbe fatto in una situazione simile.
Cerco ancora di seguire i suoi ideali, di essere mentalmente elastico e di curare ogni dettaglio dei restauri che sto facendo nel modo che lui avrebbe adottato. Avevamo e abbiamo ancora una specie di relazione spirituale.

[Carlos Arcieri, New York, 28 febbraio 1984]


Sono sicuro che, se esiste un paradiso dei liutai, [Sacconi] siede ora alla destra di Antonio Stradivari e starà chiedendo a Giuseppe Guarneri del Gesù: "Perché eri un artigiano così poco accurato?"

[Anthony Wrona, Buffalo, 1° maggio 1984]

473c49a1-bba3-48e7-a948-f654e7472903


Simone Fernando Sacconi

Targa celebrativa all'ingresso della Sala 7 del Museo del Violino di Cremona
intitolata al Maestro con cerimonia ufficiale dell'8 ottobre 2023


Nell'ambito del progetto
UNA VITA PER STRADIVARI

il Museo del Violino ricorda Simone Fernando Sacconi

e8b331e1-e09e-426c-8f70-4d8df830d96d


Museo del Violino

Sala «Simone Fernando Sacconi»
(particolare)


Intitolata al Maestro con cerimonia ufficiale dell'8 ottobre 2023

dffe87e9-f81b-4b26-8f86-02b1a139486a

Il Museo del Violino dedica una sala Simone Fernando Sacconi nel 50° anniversario della scomparsa
(1973-2023)


Cremona, 8 ottobre 2023

ARCHI Magazine

Novembre-dicembre 2023

aac277aa-1de8-48ee-93d2-0c16416a60cf

Simone Fernando Sacconi,
il gigante della liuteria

diGregorio Moppi

ARCHI Magazine
Luglio-Agosto 2023

70d9d966-686c-4576-b631-319beae0624b

Simone Fernando Sacconi
nel 50° anniversario della scomparsa 

Violino Simone Fernando Sacconi
New York, 1941

di Fausto Cacciatori

Articolo tratto da

ARCHI magazine, luglio-agosto 2023

Nella foto in alto:
► Simone Fernando Sacconi, violino 1941 (testa)

Nella foto al centro, da sinistra:
► Il liutaio Francesco Bissolotti, Simone Fernando Sacconi e il liutaio Giorgio Cè. Cremona, maggio 1968
Foto: © Archivio Marco Vinicio Bissolotti

Nella foto in basso:
► Cremona, Museo del ViolinoUna vita per Stradivari: mostra di strumenti del Maestro Simone Fernando Sacconi (24 giugno-1° ottobre 2023)Il giorno dell'inaugurazione ufficiale, da sinistra nella foto:Virginia Villa, Direttore Generale Museo del Violino; Fausto Cacciatori, Curatore delle raccolte del Museo; Bruce Carlson, rinomato restauratore cremonese; Wanna Zambelli, liutaia e allieva cremonese del Maestro Sacconi; Peter Beare, liutaio e restauratore (figlio dell'esperto inglese Charles Beare, allievo di Sacconi)

4fcfde10-9e9d-461e-8ec1-84dfaebc0c99
d4376d76-6724-4ceb-8f7d-0ea63fffa250
3e54d520-ae82-493a-a1ec-afa44a887c8e

Sacconi,
il valore del lavoro


L'eredità del maestro italo-americano raccolta dagli artigiani di oggi: «Ha fatto rinascere l'artigianato artistico»


di Nicola Arrigoni

«La Provincia, quotidiano di Cremona»
Martedì 27 giugno 2023

5a787eda-91ba-4c5b-bcc5-345a6c1be223
69f25117-7b90-4fbc-9663-7212d864c7ce

Un nuovo libro
sul Maestro Simone Fernando Sacconi


In occasione del 50° Anniversario della scomparsa del Maestro Sacconi, è stato pubblicato a fine giugno 2023 un nuovo corposo libro di testimonianze, documenti e fotografie intitolato «Simone Fernando Sacconi. Liutaio, restauratore ed esperto fra i massimi del Novecento»

a cura dei liutai Wanna Zambelli e Marco Vinicio Bissolotti di Cremona

Leggi:  Simone Fernando Sacconi

Presentazione


Il nuovo libro è stato presentato ufficialmente domenica 25 giugno 2023, alle ore 10, nell'Auditorium «Giovanni Arvedi» del Museo del Violino di Cremona. Ha introdotto il maestro liutaio Fausto Cacciatori, curatore delle raccolte del Museo.

Alle ore 12, nell'Auditorium «Giovanni Arvedi» dello stesso Museo, ha fatto seguito un affollato recital solistico del violinista Gian Andrea Guerra con il violino Sacconi 1941.

Nella foto: Violino intarsiato di Simone Fernando Sacconi, 1941. © Archivio Bissolotti, Cremona

Visita anche il sito web ufficiale del Maestro Sacconi:

www.simonefernandosacconi.it

f4793b46-af63-40b0-9ffa-d3b817c7bf8d
c3cae23d-ac77-455f-bf65-db889834e4d3
SIMONE FERNANDO SACCONI
E WANNA ZAMBELLI

Maestro e "allieva" nella città di Stradivari

Testimonianza di Wanna Zambelli sul grande liutaio, restauratore ed esperto italo-americano Simone
Fernando Sacconi

«Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi», dato alle stampe nel 1985 dall'Aclap di Cremona e presentato il 17 dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington, DC

Dal libro:

Italian / English

Nelle foto: 
Viola tenore di Simone Fernando Sacconi, New York 1934
Photo © 2022 Claudio Rampini 

ec9dcf8e-ecea-4b68-aea5-e6815a9478d0

Intervista al maestro Sacconi da Wurlitzer
New York City, 1965

Library of Congress
The world of music. The instrument maker

4fec8dc7-ae3c-4324-8dbb-11bded049cd3


with Morton Gould

Summary
This program takes place at the Rembert Wurlitzer violin workshop in New York City. In the only shop of its kind in America, the ancient craft of violin-making is still being practiced, using techniques, tools, and plans that came directly from the hands of the great seventeenth century Cremonese master, Antonio Stradivari. Host Morton Gould is given a demonstration of the making of a violin by Simone Fernando Sacconi, the shop's master craftsman. Gould also speaks briefly with Lee Wurlitzer, who took over her late husband's shop after his death in 1963, and with their daughter, Marianne Wurlitzer, working at the bench with Maestro Sacconi and the other violin makers, including Dario d'Attili, Sacconi's eventual successor.

Created / Published
United States: National Educational Television Network, 1965-01-17.

 

Library of Congress Control Number: 2023602026
Credit Line: Library of Congress, Motion Picture, Broadcasting, and Recorded Sound Division.

6eece4d5-2a96-44fb-b6ef-882be1cf7d2b.jpeg

In memoria di
Simone Fernando Sacconi
nel 50° anniversario della scomparsa 

Gli strumenti del grande liutaio, restauratore ed esperto, fra i massimi del Novecento, nato a Roma il 30 maggio 1895 e morto a Point Lookout, Long Island, NY, il 26 giugno 1973

Nella foto:

Simone Fernando Sacconi, violoncello, Roma 1928 (scroll)

Simone Fernando Sacconi
51° anniversario della scomparsa (1973-2024)

a6188ab0-dece-4ca5-8f33-f04354456e9f

Ricordo del Maestro Simone Fernando Sacconi nel 51° anniversario della scomparsa (1973-2024)



Il 26 giugno 1973 ci ha lasciato il grande liutaio, restauratore ed esperto Simone Fernando Sacconi.
Riposa, insieme alla moglie Teresita Pacini, al Cemetery of the Holy Rood, Westbury, Nassau County, Long Island, New York, USA.
Il ricordo di Sacconi quest’anno lo affidiamo alle preziose testimonianze dei maestri liutai Charles Beare, Francesco Bissolotti, Carlos Arcieri e David Segal.

 


Cremona, giugno 2024

Leggi / Read:
Simone Fernando Sacconi (Ita / Eng)

0a5bce8b-40bd-4cda-b93a-23a8f80f0b36


Link


La prima liutaia italiana di Cremona
di Barbara Manzini
«Il Globo», Quotidiano Nazionale - Sydney / Melbourne (Australia)
Link: Il Globo It /  Il Globo En

«Rencontre avec Wanna Zambelli, première femme italienne diplȏmée en lutherie»
di Hélène Desbos
Deuxième Page, Francia
www.deuxiemepage.fr/2019/06/01/
interview-wanna-zambelli-premiere-luthiere-italie/


Simone Fernando Sacconi nel 50° Anniversario della morte

www.simonefernandosacconi.it

www.violiniacremona.com

www.simonefernandosacconi.org

Simone Sacconi (pointhistorical.org)

The Strad
«Cremona Museo del violino dedicates room to Simone Fernando Sacconi»

Read

La Repubblica

Professione liutaio

di Angelo Foletto

La Repubblica / Cronaca Milano

I  segreti della Zambelli - "Ascolto l'anima del legno"

di Isabella Mazzitelli

Progetto R.E.I.L. - Registro delle Eredità Immateriali della Lombardia
Wanna Zambelli
Liuteria cremonese. Maestri. Wanna Zambelli (youtube.com)

Istituto di Istruzione Superiore «Antonio Stradivari», Cremona
www.scuoladiliuteria.it/staff/vanna-zambelli

Library of Congress, Washington, D.C.

Catalogo LC (loc.gov)

Corriere della Sera

«Italians»

di Beppe Severgnini

50° Anniversario della morte del liutaio italo-americano Sacconi

Il Giornale.it
Scenari dell'arte 
Il blog di Carlo Franza (ilgiornale.it)

Simone Fernando Sacconi tra i massimi della liuteria del Novecento

Sacconi Quartet

Royal College of Music Chamber Orchestra

ARCHI Magazine

«Il Museo del Violino dedica una sala a Simone Fernando Sacconi»

Archi magazine - news (archi-magazine.it)

CremonaSera

Il prossimo anno sarà il 50° della morte di Simone Sacconi, fece grande nel mondo la liuteria cremonese.
Un sito per ricordarlo

«Cremona. Tre donne vincono il Premio Anlai 2015»
Welfarenetwork
www.welfarenetwork.it/cremona-tre-donne-vincono-il-premio-anlai-2015-20150501/

Cremona

Fondazione Stradivari - Museo del Violino

Cremona

Stauffer Center for Strings


Facebook
Wanna Zambelli | Facebook

 


Linkedin
Donne che lavorano con il cuore | LinkedIn

violiniincremona


facebook
linkedin